Forbici in tasca in festa all’oratorio. Si è concluso martedì l’anno scolastico del progetto di doposcuola dell’associazione “Sguazzi” a Cologno al Serio con lo spettacolo “Schegge teatrali” a cura del progetto “Anch’io teatro”.

Forbici in tasca e Anch’io teatro in sinergia

Grande festa per la conclusione del progetto «Le forbici in tasca» dell’associazione «Sguazzi» in oratorio. Il progetto si occupa infatti da anni della cura del doposcuola per i ragazzi a titolo completamente gratuito. Martedì si è concluso l’anno con lo spettacolo teatrale di alcuni dei ragazzi della primaria, a cura di «Anch’io teatro», anche questo progetto di «Sguazzi» in particolare dentro il coordinamento di «Nuvole» che segue la parte artistica e per il primo anno portato anche a Cologno.

Doposcuola aperto a tutti i ragazzi

“Siamo sempre in crescita, aumentano i bambini e i volontari di anno in anno – ha detto il responsabile Claudio Carlessi – Quest’anno abbiamo avuto più di 70 iscritti e 40 volontari. A inizio anno scolastico portiamo i moduli alla scuola per dare la possibilità del doposcuola a tutti i bambini, non solo quelli stranieri. E dopo 12 anni di presenza si è creato un bel rapporto con le mamme straniere, prima molto timorose. Abbiamo fatto anche la festa di Natale e le mamme hanno portato i loro cibi tipici. Facciamo dei corsi di formazione per i volontari nuovi di cui siamo sempre alla ricerca. La nostra associazione rilascia anche gli attestati per i crediti formativi scolastici”.

Un teatro per tutti

“Abbiamo pensato di unire i due progetti e far fare esperienze di altro genere ai ragazzi – ha detto Margherita Tassi– “Anch’io teatro” nasce nel 2014 a Verdello all’interno del festival “INV – In Necessità Virtù”, per un progetto teatrale che fosse aperto a tutti. Ad oggi ci sono progetti attivi a Verdello, Bergamo e Zingonia. Le linee stabilite sono tre: quella artistica che mette in scena concetti, temi e immagini; quella pedagogica che cerca di fare arte fruibile per tutti, sperando di portarla dentro le scuole dell’obbligo con attività performative o laboratori, in cui anche le persone più fragili possano essere protagonisti. La linea politico-culturale cerca di unire i desideri e interessi del singolo, delle famiglie, delle istituzioni, delle associazioni no profit e del mondo ecclesiastico”.

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Tutti protagonisti

“Il concetto base – continua Margherita – è che “Anch’io teatro” sia un tentativo di dare una mano all’idea che tutti possano fare cose belle, essere protagonisti e unire diversi livelli della società attraverso la straordinaria forza che ha l’immaginazione”. Il tema dello spettacolo di martedì è stato l’incontro.

Contribuire alla crescita dei bambini

“Siamo venuti a Cologno senza sapere nulla – ha detto Stefano Rota Graziosi – abbiamo visto essere una realtà molto difficile. Ci sono bambini seguiti dal nucleo famigliare e altri lasciati parcheggiati all’oratorio con pochi stimoli. Il percorso è durato tre mesi. La parte iniziale è stata dedicata al fare gruppo. Alcuni bambini hanno abbandonato, gli altri abbiamo cercato di tenerli dentro pur con difficoltà, e questa è la cosa più preziosa che siamo riusciti a ottenere. Tutti i bambini avevano una parte in cui poter essere protagonisti”.

Fare rete sul territorio

“C’è stata grande collaborazione da parte delle “Forbici in tasca” – continua Stefano – dell’oratorio che ci ha dato gli spazi e il Comune che ha sovvenzionato buona parte del progetto e la scuola che ha fatto da mediatore tra noi e le famiglie. Quello che speriamo è che si continui sulla scia di fare rete, che non si perda per strada. C’è tanto bisogno di lavorare attorno a questi bambini per una rete più solida e un supporto maggiore. Speriamo quindi si possa andare avanti per poterli seguire meglio e, magari, poter continuare il progetto con i bambini che dalle elementari andranno alle medie il prossimo anno. Vorremmo che fosse un progetto di territorio per cui servirà del tempo per dargli forma e avere un impatto nella vita delle persone”.

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