«L’Amministrazione comunale si disinteressa del simbolo di Cologno». E’ questa la posizione del capogruppo di minoranza Roberto Legramanti (Lega Nord) riguardo al fossato, che in questi giorni è nuovamente a secco.

Fossato a secco

Il prosciugamento delle acque non causerebbe solo un danno all’immagine di Cologno. Il vero problema consiste negli odori poco piacevoli che si vengono a creare in seguito alla formazione del fango e della melma. Secondo Legramanti, eppure, questa situazione sarebbe risolvibile facilmente.

Basta riattivare le pompe

«Basterebbe infatti riattivare le pompe giorno e notte – ha spiegato – e non solo in determinati momenti della giornata. Prima veniva gente da tutte le parti per passeggiare lungo il fossato e godere della vista delle fontane. Oggi non ci passa più nessuno. Vuoi l’assenza di acqua, vuoi che la pavimentazione è in uno stato pietoso». Per Legramanti la cura del fossato non è una questione secondaria. Anzi è del tutto prioritaria.  «Perché il fossato – ha concluso l’ex sindaco – è il vero simbolo di Cologno, se non il principale. Lasciarlo in questo stato è una prova di disinteresse da parte dell’Amministrazione».

La replica del sindaco

«Se Legramanti vuole scagliarsi contro la natura faccia pure – ha replicato il sindaco Chiara Drago – perché qui il problema è la falda che si è abbassata. E non solo a Cologno ma in tutta la Regione. E’ inutile dire che le pompe non funzionano. Perché infatti, dopo i primi sei mesi in cui abbiamo ridotto gli orari di attivazione, vista la siccità, abbiamo ripristinato gli orari della precedente amministrazione. Con un costo per il servizio molto alto, 36mila euro. Soldi che la precedente Amministrazione non ha mai pagato dal 2011 fino al nostro insediamento».

Leggi anche:  Virtual Dementia Tour: come provare sulla propria pelle l'Alzheimer

Fontane mai pagate

«Per tale ragione, la società Engi – ha continuato il sindaco – che gestisce il servizio ha chiesto il risarcimento per questi anni in cui ha dovuto pagare anche per le fontane, quando il canone di 300mila euro prevedeva solo l’illuminazione del paese, quindi con esclusione delle fontane. L’ipotesi di dover risarcire la società ha bloccato di fatto l’avanzo per una cifra significativa. Eppure ho buone notizie, perché recentemente siamo riusciti a transare e abbiamo trovato questo accordo. Inizieremo a pagare alla società 36mila euro da quest’anno, non dovendo però pagare gli arretrati. E’ una vittoria importante per il Comune, non vedo perché allora si continui ad attaccare l’Amministrazione quando sta sistemando tutti i problemi che sono stati provocati da altri».

“Senza acqua? Consiglio la danza della pioggia”

«Se a Legramanti sembra che i simboli di Cologno stiano soffrendo in questo periodo – ha concluso la Drago –  è perché non è mai stata fatta alcun tipo di manutenzione. Noi invece stiamo sistemando il fossato e anzi sono appena partiti i primi lavori per il rifacimento della pavimentazione. Non si preoccupi Legramanti, la gente continua a passeggiare e ora lo farà in sicurezza. Per l’acqua che non c’è, posso solo consigliare la danza della pioggia, perché ancora l’Amministrazione non decide per la natura».