Edilizia scolastica

Fratelli d’Italia critica il progetto di ristrutturazione della scuola

Il rappresentante locale del partito esprime preoccupazioni sui costi e sulle dimensioni del nuovo edificio.

Fratelli d’Italia critica il progetto di ristrutturazione della scuola
Fratelli d’Italia si esprime contro il progetto di ristrutturazione della scuola primaria a Fara, contestando il modello di project financing previsto dall’Amministrazione.

Intervento di Samuele Lo Faro

Il portavoce della sezione locale, Samuele Lo Faro, ha sollevato preoccupazioni dopo vari confronti con il personale del Ministero. Lo Faro, che aveva già presentato un’analisi tecnica sulla Primaria di Badalasco, ha esortato la giunta del sindaco Raffaele Assanelli a utilizzare le risorse pubbliche in base ai veri bisogni della comunità, evitando di progettare “piramidi fuori dalla realtà”.
“Quando si parla di edilizia scolastica, è fondamentale fare riferimento a norme come il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975 e le sue modifiche successive, che definiscono come deve essere progettato un edificio scolastico, in base alle classi, al bacino d’utenza e al numero di alunni. È cruciale che la scuola sia dimensionata sul reale numero di classi necessarie. Attualmente, tra Fara e Badalasco, ci sono 15 classi, ma le proiezioni demografiche indicano una diminuzione: il prossimo anno saranno 13, e il successivo 12, stabilizzandosi a circa 10 classi negli anni successivi. Questo è il fabbisogno strutturale realistico”.

Proposta di un plesso più contenuto

In base a queste considerazioni, Lo Faro sostiene che progettare una struttura per 15 classi comporterebbe costi eccessivi sia in conto capitale che in spese operative.
Samuele Lo Faro, referente di Fratelli d’Italia a Fara Gera d’Adda.
“Il costo standard per la realizzazione di una scuola primaria è di circa 350 mila euro per classe, comprese le aree accessorie. Quindi, per una scuola di 10 classi si parla di circa 3,5 milioni di euro. Questa è già una stima abbondante, considerando che una soluzione più efficiente sarebbe quella di integrare la nuova primaria nel polo scolastico esistente insieme alla secondaria, all’infanzia e al nido. In questo modo, si potrebbero ottenere risparmi e economie di scala grazie alla condivisione di strutture come palestra, mensa e servizi amministrativi”.
Questa proposta comporterebbe anche vantaggi logistici, poiché il complesso già dispone di un’ampia area parcheggio, facilitando l’accesso alle famiglie e la gestione del trasporto scolastico.
“Attualmente, la sede della Primaria si trova lungo una strada provinciale ad alta intensità di traffico. Un trasferimento nel polo garantirebbe spazi più idonei e sicuri anche per le attività all’aperto– ha spiegato Lo Faro – Inoltre, parlando di aspetti economici, il partenariato pubblico-privato o il project financing comporterebbero costi complessivi superiori a un intervento diretto, con spese correnti significative e continuative. Un investimento diretto nella nuova scuola risulterebbe nettamente inferiore. L’edificio di via Dante, pur non essendo in condizioni ottimali, si trova in un’area di valore urbanistico e potrebbe generare risorse stimate intorno ai 750 mila euro, da reinvestire nella nuova costruzione”.
Secondo Lo Faro, ci sarebbero ulteriori benefici legati a oneri di urbanizzazione, standard qualitativi e nuove entrate per il Comune, oltre a una riqualificazione complessiva dell’area. “Considerando che il progetto di ristrutturazione ha già subito aumenti fino a 10,5 milioni di euro, è chiaro che bisogna investire responsabilmente le risorse pubbliche. Altrimenti, si rischia di realizzare progetti sproporzionati alle esigenze, creando opere più simboliche che funzionali. È fondamentale lasciare alla comunità soluzioni concrete, utili e sostenibili nel tempo, piuttosto che opere che ricordano delle “piramidi””.