Il clima italiano, ma non solo, si sta “estremizzando”. Andrea Giuliacci, meteorologo della Bicocca di Milano oltre che notissimo volto televisivo, l’ha spiegato bene alcuni giorni fa durante un convegno organizzato sul tema da Coldiretti a TreviglioFiera.

Il nostro clima sta cambiando

Ma eventi come quello di ieri(grandine e vento molto forte in pieno maggio, che ha causato danni importanti in mezza pianura), così come quello dello scorso ottobre (ancora più intenso) saranno probabilmente la norma nei prossimi decenni. Anche nella Bassa. Con conseguenze per l’agricoltura che si possono intuire. Ma anche alla rete irrigua e alla tenuta dei fiumi della pianura.

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Piogge meno frequenti ma più intense

Avremo piogge meno frequenti e più intense: queste le previsioni dei meteorologi sulla base dell’analisi degli effetti del global warming. E’ del resto il calore il vero “motore” di tutte le perturbazioni e “più ce n’è, più intensi sono i fenomeni che avvengono nell’atmosfera”. Dopo il 2035-2040 si assisterà inoltre anche a un calo drastico delle precipitazioni estive, portando probabilmente ulteriori danni alle colture tradizionali della nostra pianura.

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Correre ai ripari

C’è quindi da fare la pace con il clima. E oltre a correre ai ripari per limitare i danni del riscaldamento globale, probabilmente, dovremo attrezzarci per affrontare le conseguenze di una “estremizzazione” del clima sempre più tangibile anche guardando semplicemente fuori dalla finestra.

Nella foto in evidenza: una cascina di Covo ieri, sabato 11 maggio. Sembra neve, invece è imbiancata dalla grandine

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