Un euro per ogni studente. Una piccola cifra che però, ha un significato enorme. E’ così che gli studenti del Liceo Galilei di Caravaggio hanno deciso di ricordare il loro compagno Mattia Rapetti, morto a gennaio a soli 18 anni.

Beneficienza in ricordo di Mattia Rapetti

Questa mattina, lunedì 28 maggio, gli studenti del liceo Galilei di Caravaggio hanno ricordato Mattia Rapetti in un modo decisamente originale. Hanno infatti dato vita a una vera e propria iniziativa benefica, “La nostra speranza migliore”. Gli alunni si sono autotassati con un euro a testa per finanziare una borsa di studio destinata agli aspiranti medici africani.

Una borsa di studio per formare medici in Africa

A ricevere il denaro raccolto sarà l’associazione Medici con l’Africa Cuamm, che da più di 60 anni si occupa di formare dottori nell’Africa subsahariana, soprattutto in Mozambico. Grazie all’impegno dell’associazione i giovani africani possono permettersi di studiare, laurearsi in medicina e salvare vite umane. Nei mesi scorsi in tanti avevano voluto ricordare Mattia, come il Vailate Calcio o l’istituto che gli ha dedicato un’aula. Ma questa iniziativa è destinata ad andare avanti negli anni.

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Appuntamento fisso

Quello che si è verificato oggi non è una raccolta “una tantum”. Gli stessi studenti hanno spiegato come intendano far sì che l’iniziativa benefica diventi una vera e propria tradizione nella scuola. “Tra qualche anno gli studenti di questa scuola non sapranno più chi era Mattia Rapetti – spiegano – non potranno collegare quel nome a una faccia, ma prendendo un euro dalla tasca e affidandoli alla scuola faranno proprio quello che Mattia ha sempre fatto per noi: un piccolo gesto che ci ha fatto sentire una classe, un continuo darsi da fare per stare meglio insieme. In questo modo anche gli studenti del Galilei del futuro sapranno chi era Mattia Rapetti”. La data scelta dai ragazzi per l’iniziativa è il 21 gennaio, giorno della tragica scomparsa di Mattia. “Quest’anno ci siamo mossi in ritardo – hanno scritto – ma almeno abbiamo potuto aiutare qualcuno già prima della fine dell’anno scolastico”.