Un’immersione tra i «fratelli bergamaschi», come amava definirli. La festa della Lega del luglio 2008 – nota come «Festa di Treì» – si svolse al Foro Boario di Treviglio, rappresentando probabilmente una delle ultime apparizioni del Senatùr in questa città, e sicuramente la più memorabile. Bossi, fedele alla sua immagine, dal palco della festa lanciò un attacco frontale contro «Roma ladrona», celebrò i successi dei calciatori della Padania, freschi campioni del mondo delle nazioni non riconosciute, e poi si dedicò a un lungo bagno di folla, tra interviste, autografi e i primi selfie.
Il sostegno a Pirovano
La serata si trasformò in una celebrazione in verde, culminando con l’annuncio del supporto di Bossi al compianto Ettore Pirovano – anch’egli recentemente scomparso – come candidato presidente della Provincia di Bergamo nelle elezioni dell’anno seguente, che poi vinse. Tra i volti immortalati nelle fotografie di quel giorno, molti sono ancora attivi nella politica locale: dall’allora segretario provinciale Christian Invernizzi al futuro sindaco di Caravaggio Giuseppe Prevedini, fino all’attuale leader del Carroccio trevigliese Franco Giussani, presente in prima linea con Bossi.
Un discorso contro Roma Ladrona
Le cronache di quella serata, che vide la partecipazione di quasi tremila simpatizzanti, raccontano di un Bossi inizialmente calmo e conciliatore, che si trasformò in un trascinatore non appena prese il microfono. Tuonò contro Roma Ladrona e i nemici della devolution, rivolgendosi infine ai bergamaschi: “Voi che avete fatto l’Italia insieme a Garibaldi siete stati ingannati dai Savoia che volevano solo espandere il loro dominio. È giunto il momento di riavere la nostra libertà. So che qui ci sono migliaia di persone pronte a rispondere a questo appello e a combattere per ottenerla”, affermò. Bossi, il Capo e il guerriero, insomma. Oggi, alla sua scomparsa, l’intera Lega lo ricorda con commozione.
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