Tutti i trevigliesi l’hanno sentita almeno una volta nella loro vita, a scuola o all’oratorio, o in casa. E’ la storia del Miracolo, che da ormai quasi mezzo millennio “si sparge per via”, come il famoso inno religioso della Madonna delle lacrime.  Per chi non si ricordasse nei dettagli il quadro storico del miracolo, ecco un piccolo “bigino” da leggere in vista della festa di domani.

La guerra franco-spagnola

Era il 1522, e imperversava in Italia e in Europa la prima lunga e sanguinosa guerra franco-spagnola (1521-1526). La Lombardia fu in particolare teatro di scontri dall’esito incerto, che vedevano un continuo alternarsi di razzie, battaglie e rappresaglie tra il sovrano francese Francesco I e l’imperatore spagnolo Carlo V.

Le imboscate contro i francesi

I trevigliesi si schierarono con Carlo V, e vista la ritirata dei francesi verso Como, ne approfittarono, aizzati anche da un certo Giovanni Landriano, per insidiare a più riprese le truppe francesi. Il generale Lautrec, irritato da queste ripetute imboscate, ordinò allora la distruzione della città, anche come avvertimento per gli altri paesi limitrofi.

La rappresaglia  da Cremona

Il 27 febbraio 1522 giunse così a Treviglio la triste notizia che Lautrec si stava muovendo da Cremona con l’intenzione di saccheggiare e distruggere la città. Risultarono purtroppo inutili tutti i tentativi di mediazione da parte dei Consoli e del Clero.
La popolazione, perduta allora ogni speranza, pose la sua speranza in Dio e nella Vergine Maria: le chiese si affollarono e si vegliò tutta la notte.

Madonna lacrime
L’immagine miracolosa della Madonna che pianse per salvare Treviglio

Le lacrime, l’elmo e la spada

Fu così che verso le ore 8 di quel venerdì 28 febbraio 1522, l’Immagine della Madonna dipinta sul muro della chiesa di S. Agostino, annessa al monastero delle Agostiniane, incominciò a spargere abbondanti lacrime dagli occhi e sudore da tutto il corpo. Alcune donne, più vicine all’affresco, sentendo delle gocce cadere, pensarono che fosse colpa della pioggia, ma dalla finestra il cielo appariva sereno. In breve tempo si gridò al miracolo e la notizia giunse fino a Lautrec, il quale meravigliato e dubbioso si recò personalmente a vedere l’accaduto.
In preda a grande commozione, dopo essersi accertato che non vi fossero inganni, si prostrò alla vergine e lì depose il suo elmo e la sua spada. Tentò poi di asciugare personalmente le lacrime della Vergine, ma le lacrime continuarono a ripresentarsi per sei ore consecutive.

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La grazia

Lautrec assicurò il suo perdono alla città, le campane suonarono a festa e l’accaduto fu ufficializzato da un atto pubblico sottoscritto dal notaio Orfeo Dainelli e da numerosi nobili della città.
È importante sottolineare che furono soltanto il corpo e il volto della Vergine a lacrimare, e fu esclusa invece dal miracolo la figura di Gesù Bambino.

La nascita del Santuario della Madonna delle lacrime

Su intercessione del Cardinal Borromeo il 27 marzo 1594 venne iniziata la costruzione del Santuario che sarà poi ultimata nel 1619, anno in cui (precisamente il 27 maggio) l’architetto caravaggino Fabio Mangone ed i trevigliesi Bartolomeo Boldone e i fratelli Barizaldi iniziarono la delicata fase di taglio del muro per traslare nel nuovo santuario l’immagine miracolosa della Madonna. L’operazione si concluderà poi il 15 giugno e il giorno successivo il cardinale Federico Borromeo celebrerà la prima messa nel Santuario ufficializzando così il culto dell’icona nella sua nuova sede. All’interno sono ancora custoditi l’elmo e la spada del generale Odet de Foix, che insieme al dipinto della Vergine sono simboli e testimonianze del miracolo.