“Noè, Mosè e altri abitanti dell’arca”. E’ questo il nome del libro scritto dal brignanese Sem Galimberti, a proposito di quattro importanti figure del passato di Brignano. Si tratta di quattro racconti, incentrati su quattro persone differenti: Isidora Costa, monsignor Cesare Donini, Mosè Galimberti e il padre Noè. L’opera è il frutto di una ricerca incessante tra documenti e ricordi familiari.

L’interesse per il passato

Sem Galimberti, artista e docente d’arte brignanese, da tempo si interessa alla storia del proprio paese, mosso dal desiderio di conoscere più a fondo la comunità in cui è nato, Brignano appunto, sempre nell’ottica di dare rilievo al contesto e alla memoria storica. I quattro racconti, dunque, offrono un quadro di una comunità che passa attraverso alcuni nodi della sua storia nel’arco di tempo che copre quasi tutto il secolo scorso.

Isidora Costa

Ad aprire la breve raccolta è la vita di una donna: Isidora Costa. La brignanese, nel 1911, è presidentessa della Società di Mutuo Soccorso “Fragili Forti”. Isidora condivide l’impegno del parroco nella diffusione della cultura e si adopera perché le donne trovino il tempo da dedicare alla lettura, venendo così istruite correttamente. Costa era pure nota, nella comunità bergamasca, come “Dora del vintì biòt”, a causa di un insolito fatto. Isidora infatti si era impegnata per una raccolta firme da inviare al Governo per il ritiro di una moneta giudicata come scandalosa. Si trattava di un nichelino dal valore di venti lire raffigurante una donna “non abbastanza coperta”. Costa non poteva sopportare che la figura femminile venisse sfruttata nuovamente e quindi si è impegnata affinché la moneta venisse rimossa. Una vera femminista ante-litteram.

Monsignor Cesare Donini

Largo spazio è dato anche a monsignor Cesare Donini, un’istituzione per il paese. Donini è stato il parroco che ha segnato la storia del paese dal 1904 al 1947. Uomo illuminato mise sempre davanti a tutti la sua parrocchia e cercò di formare una coscienza critica all’interno degli abitanti del paese. Sue le lotte contro etilismo e tabagismo, ma pure sul ballo. Donini era però una personalità molto aperta, grazie a lui si avviarono le riflessioni per affermare la dignità della donna, anche con l’ottenimento di diritti, come la possibilità di suffragio elettorale.

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Mosè Galimberti

Il terzo personaggio è Mosè Galimberti, un convinto antifascista. Anzi da vero comunista cospiratore, stimolato dalle letture di Gorkij, viene schedato come sovversivo e più volte denunciato al tribunale speciale e pure incarcerato per brevi periodi. Nel 2 giugno 1946 il Comitato di Liberazione Nazionale lo nomina sindaco del paese.

Il padre Noè

L’ultimo dei quattro personaggi è Noè Galimberti, scomparso l’anno scorso, all’età di 96 anni. La sua è stata una vita da film, tutta registrata e raccontata in chilometri di appunti: note a margine dei suoi libri, tutti catalogati in ordine dal 1946 a oggi. E in agende fitte fitte, in cui annotava di tutto, con metodica precisione. La scuola, come per tantissimi suoi coetanei, era finita in quinta elementare. Ma in lui non si era mai spenta una curiosità intellettuale e una voracità culturale incredibile e tutta novecentesca. Dai classici greci all’eros di Ovidio, dai Veda a Pirandello. Centinaia i libri recensiti, le rappresentazioni d’opera cui ha assistito. E poi il giornalismo: ritagliava uno a uno, meticolosamente, qualsiasi testo parlasse di Brignano, dividendoli per autore o per tema, in un’ossessione compilatoria che nel 2007 gli è valsa anche una benemerenza in occasione della consegna del Biscione d’oro, come “archivista” brignanesi. Noè partecipò pure al programma “Lascia e raddoppia?”, storico quiz di Mike Bongiorno.

Un percorso nella storia

Il libro di Sem Galimberti è un percorso nella storia collettiva brignanese, ma pure nazionale. Un modo per ripercorrere il secolo breve, vissuto da eroi di tutti i giorni. “L’arca salva Isidora, Donini, Mosè e Noè – si chiude così la prefazione del libro di Mario Pellicioli – persone molto diverse tra loro, ma libere e capaci di interpretare i cambiamenti in atto nella loro comunità; naturalmente ciascuono a modo suo”.