Il Tar le dà ragione, ma la Prefettura blocca la sua cittadinanza. Un’odissea burocratica che ha coinvolto una 55enne ucraina che vive a Caravaggio in procinto di diventare cittadina italiana.

Hanna vuole essere italiana

Hanna Datskiv vuole diventare italiana. Vive a Caravaggio dal 2002, ha sempre lavorato, ha un marito e una casa e tutti i documenti in regola. Quando il decreto del Ministero dell’Interno arriva puntuale si apre finalmente la prospettiva del giuramento e del conferimento della cittadinanza italiana. Tutto bene se la Prefettura di Bergamo non avesse deciso di metterci mano.

Hanna, così come molte donne dell’Est Europa, ha il cognome del marito. Lo ha preso al momento del matrimonio e da quel momento si è sempre chiamata così: sul conto in banca, sul rogito della casa, sulle bollette… Ma per la Prefettura no. Hanna deve giurare con il suo cognome da nubile. A quel punto la 55enne si è recata da un avvocato e ha presentato ricorso al Tar di Brescia, vincendolo.

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Nonostante la sentenza a suo favore, però, la Prefettura non ha ancora sbloccato la sua situazione diffidando, anzi, il Comune di Caravaggio a procedere con il giuramento. E intanto per Hanna si avvicina la scadenza dei termini per fare il suo giuramento e diventare finalmente italiana.

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