Tutte le fotografie sono di Nazzareno Gritti

Strappare la stazione ferroviaria all’abbandono e al degrado e trasformarla in un centro di aggregazione sociale. E’ questo l’ambizioso obiettivo che la giunta verdellinese si era posta meno di un anno fa. E, a pochi mesi di distanza, l’obiettivo è stato raggiunto. Ieri è stata inaugurata la nuova casa delle associazioni alla stazione.

La nuova casa delle associazioni

Erano circa 15 anni che i grandi spazi della stazione ferroviaria di Verdello-Dalmine, nel territorio di Verdellino, erano completamente vuoti. Così l’amministrazione ha stretto, nel settembre dello scorso anno, un accordo con Rfi che ha dato in comodato d’uso gratuito al Comune due sale al piano terra, due grandi appartamenti al piano superiore dell’immobile e l’adiacente abitazione del casellante. Spazi che, grazie a un finanziamento di 50mila euro a fondo perduto di Regione Lombardia e al duro lavoro dei volontari, sono stati completamente ristrutturati e predisposti per ospitare le associazioni. Da ieri, giorno dell’inaugurazione ufficiale, 11 associazioni verdellinesi hanno a disposizione una nuova sede. Avis, Aido, Admo, Olmo, Circolo fotografico, Parco di Pluto, gruppo territoriale, Alpini, Protezione Civile, Support and sustain children e associazione poliziotti italiani si sono ufficialmente insediati negli appartamenti e nella casetta della stazione. Il complesso è stato dedicato a Giuliano Fibbi, ferroviere che per anni ha abitato proprio in uno degli appartamenti della stazione e tesoriere dell’Avis.

Un luogo strappato al degrado

“La stazione – ha detto il sindaco Silvano Zanoli – sin dalla sua inaugurazione nel 1857 da parte dell’Imperatore d’Austria, è sempre stata un luogo importantissimo per la comunità. Ha rappresentato una fonte non solo di sviluppo e innovazione ma anche di accessibilità e scambio culturale per le persone. Poi, con l’evoluzione e i cambiamenti, si è sviluppato il rischio del degrado. Credo che sia un dovere di tutte le amministrazioni quella di fermare questo fenomeno. Non esiste solo Zingonia, anche questa zona al confine del nostro paese aveva la necessità di rigenerarsi. Ringrazio tutti i volontari e in particolare Ennio Rovaris, che si sono spesi per raggiungere questo obiettivo”. Presenti all’inaugurazione anche rappresentanti di Rfi, il sindaco di Verdello Luciano Albani, il tenente Gerardo Tucci, don Stefano Piazzalunga e l’assessore regionale ai trasporti Claudia Terzi.

Terzi “Emblema della generosità dei lombardi”

“La maggior parte dei nostri paesi -ha detto Claudia Terzi – si sono sviluppati proprio intorno alle ferrovie. Poi la riorganizzazione del lavoro ha portato all’abbandono delle stazioni e al rischio di degrado. Il degrado una volta attecchito diventa sempre più forte. Questo intervento è l’ennesima dimostrazione della voglia di andare avanti di un territorio su cui Regione Lombardia ha fatto un grande investimento per la riqualificazione. Ma è anche il simbolo del grande cuore dei lombardi. Nella nostra regione 1 persona su 7 fa volontariato attivo e 1 su 5 finanzia associazioni di volontariato. A dimostrazione che noi lombardi siamo generosi e pronti a spenderci per gli altri. E dove c’è un forte associazionismo c’è anche un forte senso di civiltà”.

Un regalo inusuale

Uomo che non si tira mai indietro quando c’è del lavoro da fare ma che non ama apparire Ennio Rovaris, il principale artefice dei lavori di ristrutturazione, non ha voluto fare nessun discorso ufficiale. A parlare per lui il sindaco Silvano Zanoli che gli ha consegnato un regalo decisamente inusuale per ringraziarlo di aver lavorato tutti i giorni per oltre sei mesi per ristrutturare gli ambienti. “Sei uno degli elementi più preziosi non solo per l’Amministrazione – ha detto il sindaco a Rovaris – ma anche per tutta la comunità. Grazie per la tua generosità e per il tuo cuore, sempre oltre le barriere”. Visibile l’emozione di Rovaris nello scartare il dono: un cappello da ferroviere che ha indossato poi per tutta la giornata.

Cibo per il corpo…

Non c’è una bella festa senza un bel rinfresco. Ad offrire l’aperitivo a base di pizza la caffetteria-pasticceria che ha aperto i battenti proprio all’interno della stazione. “La fabbrica del buono” gestita da Claudio Agnusdei con la moglie Helen, sembra essere il locale giusto nel posto giusto. Convintamente contrari alle slot i titolari hanno deciso di evitare, oltre alle famigerate macchinette mangiasoldi, anche di servire superalcolici. Solamente birra e vino, e di certo non prima delle otto del mattino. “Certo ci auguriamo che nessuno beva vino di prima mattina – ha detto Claudio – ma l’orario l’abbiamo fissato più che altro per evitare di servire qualsiasi tipo di alcolico ai ragazzi che la mattina tornano dalla discoteca Bolgia. Superalcolici invece non ne vendiamo, a nessuno. Io sono stato educatore volontario per 12 anni nelle case circondariali e questa esperienza mi ha portato a fare scelte forse poco commerciali ma che rispondano alla mia coscienza”.

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…E per la mente

Ma anche la mente ha bisogno del suo cibo. E così nella sala d’attesa della stazione è stata installata dal gruppo dei “ChiaroLeggenti” e dal Circolo Fotografico la “biblioteca del viaggiatore”. Uno scaffale con libri gratuitamente a disposizione dei viaggiatori che possono prelevare un volume, leggerlo durante i viaggi e riportarlo una volta finito o, eventualmente, scambiarlo con un altro volume.

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