“L’incidente di Calcio è figlio del precariato e delle pressioni esercitate sui dipendenti a tempo determinato”. Rosana Pepe, segretario generale di Cisl Poste Bergamo non usa mezzi termini per classificare quanto successo ieri a Calcio, costato la prognosi riservata a Annarita, una 30enne dipendente di Poste Italiane a tempo determinato.

Incidente di Calcio

“Il primo pensiero va sicuramente a lei e ai suoi familiari – ha proseguito Pepe in riferimento alla vittima dell’incidente di Calcio –  Ma non si può non pensare alle condizioni di lavoro in cui operano questi ragazzi assunti per brevi periodi e che sono soggetti al giudizio sul proprio operato per poter sperare di essere riassunti, per eventuali altri periodi determinati, carichi di lavoro gravosi, ovviamente con poca esperienza; si crea un mix che può diventare pericoloso.

Troppo stress

“Poste, che nella pubblicità dichiara di avere un ‘volto umano’, non lo dimostra con i propri dipendenti – ha concluso la sindacalista –  i carichi di lavoro sono sempre più alti e i portalettere sono costretti a lavorare sotto stress, con tutti i tipi di clima. Anche questo causa incidenti”. Pepe denuncia anche la situazione in cui si vengono a trovare i portalettere assunti a tempo indeterminato, “ che a causa di un incidente sul lavoro non sono più idonei alla propria mansione (anche per brevi periodi). Il ‘volto umano’ li sposta dove ritiene necessario, a 40, 50, 80 fino ai 142 chilometri di distanza dal posto di lavoro dove erano assegnati in precedenza”.