Intitolata la palestra comunale di Cavernago all’appuntato di Polizia di Stato Renato Barborini, medaglia d’oro al valor civile, ucciso in servizio durante un posto di blocco al casello autostradale di Dalmine nel 1977.

Intitolata la palestra a Barborini

Una cerimonia solenne e toccante si è svolta questa mattina, sabato, alla palestra comunale di Cavernago, alla presenza delle autorità civili tra cui il questore Maurizio Auriemma ed il vicario del prefetto Giuseppe Montella, quelle militari e religiose, la famiglia di Renato con il fratello Alberto. Così come i familiari del Maresciallo Luigi D’Andrea, freddato dai criminali quella stessa mattina di 42 anni fa, al quale il Comune ha intitolato il centro sportivo nel 2015.

Luogo del ricordo

La proposta dell’intitolazione della palestra di via Verdi è stata proposta dalla Giunta comunale con la motivazione che la palestra, come il centro sportivo, sono luoghi frequentati dai ragazzi e dalle nuove generazioni, e quindi rappresenta il luogo ideale per perseguire l’obiettivo della memoria e del ricordo. Sottoposta all’istituto comprensivo di Calcinate, essa è stata accolta all’unanimità dal Consiglio d’Istituto.

La legalità è delle persone semplici

A prendere per primo la parola è stato il sindaco Giuseppe Togni.

Oggi apriamo la settimana della legalità voluta per ricordarci che cercare di improntare la propria vita ai principi della legalità è un impegno alla portata di tutti e non solo per pochi. Quei pochi che spesso definiamo eroi quasi a volerli alzare ad un livello più alto che certamente gli spetta, ma in realtà per giustificare le nostre fragilità. Renato era un ragazzo semplice, stava progettando il suo futuro, aveva appena preso casa a Cavernago. Non pensava di andare incontro alla morte quella fredda mattina del 6 febbraio ma ha fatto il suo dovere di cittadino, di rappresentante delle forze dell’ordine, per garantire a noi di vivere in un paese sicuro e libero. Nella vicenda di Renato e Luigi troppo spesso abbiamo ricordato il criminale e troppo poco chi stava dalla parte del giusto. Questa intitolazione rappresenta la voglia della comunità di dare ai nostri ragazzi modelli sani ma soprattutto di fare della legalità un modello di impegno della nostra vita quotidiana, perché la legalità non è solo degli eroi ma delle persone semplici.

Che il ricordo sia la luce

Presente all’evento il sindaco di Dimaro, Andrea Lazzaroni, il paese montano del Trentino, dove era originario Barborini.

La motivazione della medaglia d’oro assegnata a Renato era di un luminoso esempio di assoluta dedizione al dovere spinta fino all’estremo sacrificio. Quel giorno per la sua famiglia è arrivato il buio che ha avvolto tutto. Da quel buio però è uscito il luminoso esempio, l’unica luce che possiamo perseguire, così come la famiglia è riuscita ad andare avanti per la luce che ha portato l’esempio e che portano questo tipo di manifestazioni. Dimaro vi è grata perché voi portate avanti il ricordo che è il vero conforto.

Raccolta fondi per il Comune

Altro gesto di grande vicinanza al paese di Dimaro che ad ottobre 2018 è stato funestato da un violento nubifragio, è stata la consegna da parte del sindaco dei ragazzi uscente Federico Zambetti e della neo sindaca Gioia Togni, di un assegno di 2.780 euro raccolti grazie al Consiglio dei ragazzi, alla sottoscrizione a premi della Polisportiva e ai docenti dell’Istituto Comprensivo di Calcinate. Il contributo è arrivato anche dai genitori di Ilary Oldoni, la giovane morta di parto due anni fa. Ai baby sindaci il sindaco Lazzaroni ha conferito la targa del Comune.

Leggi anche:  A Lurano un albero per ogni bimbo nato nel 2018 FOTO

La testimonianza del fratello Alberto

Una grande commozione ha riempito la palestra quando sul palco è salito il fratello di Renato, Alberto, che faticava a trattenere le lacrime.

Grazie di cuore a voi sembrerà poca cosa ma questo gesto e questa cerimonia, la vostra presenza non cancella il dolore, ma lo rende più leggero. Mi conforta sapere che i giovani che entreranno in questa palestra, guardando la foto di mio fratello si chiederanno: ‘Ma chi era questo poliziotto?’ E magari scopriranno attraverso il loro telefonino che è stato servitore dello stato. Quando ciò accadrà vorrà dire che il sacrificio di mio fratello Renato sarà servito. Da parte della mia cara mamma e dei miei familiari vi ringrazio di tutto cuore per essere qui tutti a ricordare Renato.

Lo scoprimento della targa

Al termine dei discorsi la cerimonia è proseguita all’esterno della palestra, con l’onore ai caduti alla presenza del picchetto d’onore della Polizia di Stato e lo scoprimento della targa da parte dei ragazzi della scuola. La benedizione è stata impartita dal cappellano della questura don Ilario Tiraboschi.

Renato cittadino onorario

Il sindaco Togni ha infine consegnato ad Alberto Barborini la targa della cittadinanza onoraria a Cavernago per l’appuntato Barborini.

TORNA ALLA HOME