Ius Culturae, il Pd di Treviglio ha organizzato uno stand in piazza Mercato per raccogliere le firme per la proposta di legge. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, il banchetto sarà in piazza Manara.

Ius Culturae

“In Italia la cittadinanza segue il principio dello ius sanguinis: sei italiano se almeno uno dei genitori è italiano  – spiegno i militanti del Partito Democratico – Un bambino nato da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento è rimasto in Italia legalmente e ininterrottamente. La condizione dei ragazzi è legata a quella dei genitori e al loro permesso di soggiorno”.

La proposta del 2017

Nel 2017 il Parlamento era stato coinvolto nella discussione di progetto di legge per estendere le possibilità di ottenere la cittadinanza italiana. La proposta allora prevedeva due forme: una versione ‘temperata’ di ius soli, ovvero non bastava l’essere nati sul suolo italiano ma per almeno uno dei genitori erano richiesti 5 anni di soggiorno regolare, un reddito dimostrabile, un alloggio idoneo e il superamento di un test di conoscenza della lingua italiana; lo ius culturae, rivolto ai bambini di età inferiore ai 12 anni che avrebbe reso possibile il conseguimento della cittadinanza italiana dopo un ciclo di studi.

“Bisogna regolamentare”

“Per diverse ragioni  – prosegue la nota del Pd – (Mancanza di coraggio dei proponenti? Mancanza di numeri per l’approvazione in Parlamento? Sensazione di non condivisione nel Paese? … il tutto unito ad una grossa confusione, più o meno voluta, tra immigrati, clandestini, barconi, sicurezza e terrorismo) il cammino in Parlamento è stato interrotto, ma rimane nel Paese la necessità di regolamentare le forme per ottenere la cittadinanza italiana a partire dai ragazzi che, nati o meno in Italia, nel nostro Paese hanno studiato o stanno studiando, parlano la nostra lingua, hanno anche i nostri costumi e i cui genitori, residenti nel nostro Paese da tempo, non hanno commesso reati, qui lavorano e qui pagano contributi e tasse”.

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“Rimuovere gli ostacoli”

“Avere la cittadinanza facilita percorsi legati allo studio, al lavoro, allo sport, nei concorsi pubblici, nelle gite scolastiche, nelle competizioni sportive – concludono i militanti del Pd – Non è solo una questione di cose che si possono fare o meno; per i bambini e i ragazzi avere la cittadinanza significa ‘essere eguali’ a partire dalla scuola, tra compagni di classe. Sono circa 800 mila i bambini e i ragazzi in attesa di questa possibilità: sono italiani nella vita di ogni giorno ma restano stranieri per la legge. È compito degli adulti rimuovere gli ostacoli e per questo riprendiamo il filo spezzato nel 2017 sostenendo una proposta di legge di iniziativa popolare ispirata al principio del cosiddetto Ius Culturae. Una legge di civiltà, che contribuisce ad accrescere la capacità di integrare e di guardare al futuro”.

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