La drola del Parco dei Boschi e Fontanili di Lurano è stata ripulita da cima a fondo nei giorni scorsi da alcuni giovani profughi di Lurano, ospiti  del centro di accoglienza del paese, insieme ad altri volontari.

Accoglienza e servizio

Attualmente sono cinque i migranti che la Cooperativa Ruah ospita in un appartamento in affitto situato in paese. Ma da quel 27 settembre 2015, data in cui i primi cinque migranti arrivarono a Lurano, questi ragazzi non sono mai stati con le mani in mano. A confermarlo sono gli stessi volontari, Franco e Domenico, che insieme ai colleghi Giuseppe e Franco, li hanno conosciuti personalmente uno ad uno in questi anni.

drola lurano
La “drola” nel parco dei Fontanili

Il progetto di inserimento

“Da quando l’Amministrazione comunale ha aderito al progetto di “Accoglienza diffusa” che, secondo gli accordi tra governo ed Anci, prevede l’accoglienza di due persone ogni 1000 abitanti, abbiamo dato volentieri la nostra disponibilità per seguire questi ragazzi nell’eseguire attività di pulizia e sistemazione dei luoghi pubblici presenti nel nostro Comune”  hanno spiegato Franco e Domenico. “I ragazzi inoltre prestano servizio anche in oratorio e a favore della parrocchia e in questi casi vengono seguiti da altri due volontari, Franco e Giuseppe. Noi, coordinati dal vicesindaco Nory Severgnini, invece ci occupiamo di attività relative più alla tutela della pulizia delle strade, degli spazi pubblici e anche di alcuni piccoli interventi sul verde pubblico, come nel caso della drola. Giovedì mattina ad esempio con due dei ragazzi abbiamo ripulito da sporcizia e foglie il cortiletto dell’auditorium San Lino”.

La testimonianza dei profughi di Lurano

Con Franco e Domenico c’erano due dei cinque migranti ora a Lurano, Djikine Sankoumba di 20 anni e l’amico Abuibakari Fuseini di un anno più grande ed entrambi a Lurano dalla prima metà dell’anno scorso. “Il nostro sogno è quello di ottenere i documenti e poter lavorare”   ha detto Djikine, partito dalla Guinea nel 2016. “Qui ho trovato la famiglia che non ho mai avuto e il volontariato per me è una forma di gratitudine verso chi mi sta dando una mano”. Più travagliata è invece la storia di Abuibakari, partito dal Ghana nel 2014, per poi lavorare come meccanico in Libia per due anni, fino all’arrivo in Italia. “Qui sto imparando l’italiano e stiamo frequentando delle lezioni all’Archimede di Treviglio”  ha spiegato il 21enne, che nel tempo libero gioca in una squadra di calcio.  “Mi piacerebbe trovare un lavoro in fabbrica, ma il mio sogno è quello di fare il meccanico per auto”.

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Il grazie del sindaco

“Grazie a questi ragazzi e ai volontari che li seguono, la drola, ovvero l’antico incrocio tra il Rio Rampazzone e il rio Muccetta è tornato ad essere visibile a tutti, riportando alla luce un pezzo della nostra memoria storica”  ha commentato il sindaco Dimitri Bugini. “Si tratta infatti di un’opera di ingegneria idraulica del nostro territorio risalente a più di un secolo fa. Per molti anni i nostri nonni hanno lavato lenzuola e vestiti, hanno fatto abbeverare le mucche e i cavalli, irrigato i campi e bevuto a loro volta quando avevano sete e in tempi più recenti qualcuno di noi ci raccoglieva il muschio per fare il presepe, ci pescava le bose con la forchetta e ci faceva il bagno come fosse una piscina. Ora dopo tanti anni in cui la vegetazione ha coperto il manufatto grazie al lavoro dei nostri migranti coordinati dai nostri volontari e da alcuni solerti cittadini ritorna ad essere pienamente visibile a tutti”.