Anna Ubbiali gestisce una ventina di colonie feline dislocate lungo tutta la Francesca, da Ghisalba a Verdello, passando per Urgnano, Cologno, Ciserano, Verdellino, Boltiere e Spirano. Un vero e proprio lavoro (non retribuito) il suo e Anna ha creato un’associazione per tutelare e gestire le colonie feline e i cuccioli in cerca di adozione.

Le colonie feline da salvare

“Al momento – spiega Anna – abbiamo 110 cuccioli e 300 gatti adulti. Sono 18 colonie censite e altre in attesa di riconoscimento”. Scarseggiano però le balie, persone che si occupino della gestione e della cura dei gattini che non possono essere lasciati nelle colonie, ma devono trovare uno spazio dove stare in attesa dell’adozione. E anche in termini di costi non è certo una passeggiata. Ogni giorno Anna porta ai suoi gatti 105 scatolette da 400 grammi di umido e 15-16 kg di croccantini. Ogni tanto arrivano donazioni dai privati, o dalle aziende di mangimi. Dai Comuni invece, che pure sarebbero legalmente responsabili per le colonie, non arriva nulla.

L’appello di Anna

“Non chiediamo soldi – prosegue Anna -. Vorremmo semplicemente uno spazio dove stallare i gattini in situazioni di emergenza. E poi è necessaria una seria campagna di sensibilizzazione sulle sterilizzazioni». Quasi ogni giorno, infatti, Anna e le volontarie della sua associazione vengono contattate da persone che non sanno cosa fare dei cuccioli partoriti dalla gatta di casa, non sterilizzata. “Molto spesso capita che le persone si rifiutino di sterilizzare i propri animali, salvo poi non sapere dove mettere i piccoli che nascono – spiegano le volontarie -. Quando va bene ci chiamano, quando va male troviamo i cuccioli abbandonati nelle colonie. Ma un gatto domestico, e soprattutto un cucciolo, non è in grado di sopravvivere in una colonia felina, costituita da animali selvatici”.

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L’adozione è un gesto “da fare consepevolmente”

Dare un gattino in adozione non è una cosa che le volontarie fanno a cuor leggero. Bisogna trovare la persona giusta. “Prima di affidare un gatto a qualcuno – spiegano le volontarie – andiamo a casa sua per verificare che non ci siano pericoli. Finestre e balconi, ad esempio, devono essere messi in sicurezza. Per chi vuole davvero salvare un gattino gli interventi di messa in sicurezza sono davvero minimi. Chi però non accetta le nostre regole non può adottare da noi. E’ un gesto che bisogna fare consapevolmente. Anche per questo non diamo in adozione cuccioli a chi ce li chiede come regalo “last minute” per Natale o compleanni vari”.
Chi volesse aiutare Anna e le volontarie può contattare l’associazione tramite la pagina Facebook “I gatti di Anna Onlus”.

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