Il referendum per decidere come investire i 2,5 milioni del lascito Nicoli, aperto questa mattina, è terminato con un nulla di fatto. Nonostante l’abbassamento del quorum al 33% e l’estensione del voto ai giovani a partire dai 16 anni di età, la percentuale di votanti si è fermata al 23%, ben lontana dal necessario.

Fornovesi alle urne

Sono stati aperti questa mattina i seggi per il referendum indetto dall’Amministrazione comunale al fine di stabilire come impiegare i 2,5 milioni di euro di liquidità lasciati in eredità al Comune dall’ex sindaco Carlo Nicoli, scomparso il 30 dicembre 2016.

Quorum basso e apertura ai giovani

Il referendum, pensato dall’Amministrazione comunale al fine di coinvolgere e conoscere il volere dei cittadini circa l’investimento del tesoretto ricevuto in eredità, ha visto la riduzione del quorum al 33% per evitare l’annullamento della votazione. Per l’occasione, inoltre, è stata data facoltà di voto anche ai sedicenni e ai 17enni del paese, che si sono iscritti in una lista elettorale aggiuntiva.

Le quattro opzioni

Sono quattro le opzioni proposte, tra le quali i cittadini dovranno esprimere la propria scelta: la prima propone la costruzione di un nuovo polo scolastico (Opzione A), mentre la seconda valuta la riqualificazione delle scuole attuali e la realizzazione di un centro socio-culturale/padiglione residenziale anziani presso villa Nicoli (Opzione B). Concentrata sulla riqualificazione della piazza e sul collegamento di via Marconi e via San Pietro è invece la terza opzione (Opzione C), mentre la quarta ipotesi proposta riguarda la riqualificazione del parco comunale, della palestra e del campo sportivo (Opzione D).

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I fornovesi disertano, votazione inefficace

La votazione, però, è stata inefficace. Alle urne, nonostante l’abbassamento del quorum e l’apertura al voto a sedicenni e diciassettenni, si è presentato solo il 23% della popolazione, 596 votanti – ne erano richiesti almeno 855 – su 2592.  Troppo pochi per dare validità al referendum. Tra le opzioni, giusto per la cronaca, escludendo le 10 schede nulle la più votata è stata comunque, con 272 voti, l’opzione B, relativa alla riqualificazione delle scuole e realizzazione di un centro socioculturale/padiglione residenziale anziani presso villa Nicoli. Seconda l’opzione A (206 voti), seguita dalle opzioni C (84 voti) e D (24 voti).

Piana deluso: “Persa un’occasione importante”

Il sindaco Giancarlo Piana si è detto deluso del fiasco del referendum: “Dispiace per la scarsa affluenza dei fornovesi, perché hanno mancato un’opportunità per investire sul futuro della comunità – ha dichiarato dopo aver appreso suo malgrado l’esito del referendum – Il Consiglio comunale terrà comunque conto della preferenza espressa dai votanti, anche se sono stati una minoranza, e prenderà una decisione. Ci tengo comunque a ringraziare i dipendenti comunali e i consiglieri che si sono spesi per questa consultazione popolare, così come le commissioni comunali che in questi mesi hanno lavorato alla predisposizione del referendum”. Anche il capogruppo della lista di minoranza “Nuova Fornovo”, Giandomenico Vallimberti, ha espresso la propria delusione per la scarsa partecipazione da parte dei cittadini.

 

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