Tagli ministeriali colpiscono le scuole: a partire da settembre, a causa di una riduzione della copertura del personale in mensa, le Primarie termineranno le lezioni mezz’ora prima.
Modifiche alla mensa scolastica
La dirigenza scolastica dell’Istituto Comprensivo di Fara, Canonica e Pontirolo ha annunciato un cambiamento che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. A causa di una riduzione dei fondi ministeriali, la pausa mensa passerà da 90 a 60 minuti. Le ore di lezione resteranno invariate, ma gli alunni delle Primarie termineranno la scuola alle 15.30 anziché alle 16. Questa modifica, probabilmente, creerà disagi a molte famiglie con genitori che lavorano.
Per far fronte a questa situazione, il Comune di Fara ha già attivato un servizio di “post-scuola” a domanda individuale, che permetterà di lasciare gli alunni in un ambiente sicuro e sorvegliato da un educatore professionista per un’ora dopo le lezioni.
“In accordo con i sindaci di Canonica e Pontirolo, abbiamo introdotto un servizio a pagamento per un’ora. Questo sarà attivato con un minimo di quindici e un massimo di venti iscritti, e prevede la presenza di un educatore nell’edificio scolastico per supportare i bambini dalle 15.30 alle 16.30. Il costo per le famiglie sarà di 30 euro al mese, ovvero poco più di un caffè per ogni giorno di scuola” ha dichiarato il sindaco Raffaele Assanelli.
Richieste delle minoranze: sostegno ai costi del servizio
Se l’attivazione del post-scuola ha trovato il consenso dei gruppi consiliari di opposizione, la “Rete Civica” di Angelo Moleri e la “Nuova Proposta” di Gianni Filotto, resta da discutere la questione della mancata compartecipazione da parte dell’Amministrazione. Le minoranze hanno inviato una lettera al sindaco chiedendo di considerare un aiuto pubblico per i costi del servizio.
“Si tratta di un educatore ogni venti bambini, per un costo di circa 30 euro l’ora. Il Comune potrebbe coprire il 50% delle spese, inviando un chiaro segnale di sostegno alle famiglie. Anche considerando l’impiego di più educatori, si tratterebbe di poche migliaia di euro all’anno, una cifra certamente sostenibile per il nostro bilancio” ha spiegato Moleri, sebbene la sua proposta non abbia trovato accordo nella Giunta.
La posizione del sindaco: “Il Comune non può fare tutto”
“Ci troviamo ad affrontare un problema generato da tagli ministeriali; il Comune non può risolvere tutto – ha replicato Assanelli –. Dovrebbe essere il Governo a smettere di ridurre i fondi per le scuole e l’Istruzione. Il costo di questo post-scuola è già contenuto. La decisione è stata presa in accordo con gli altri due sindaci dell’Istituto Comprensivo, e è giusto lavorare insieme su questo aspetto, che coinvolge tutti e tre i plessi del Comprensivo”.
