Cacciatori bergamaschi sul piede di guerra a Fontanella: lamentano la poca diffusione dei manuali con le regole da rispettare per evitare contravvenzioni, l’eccesso di burocrazia e di costi per l’attività venatoria annuale, oltre alla rigidità del sistema legato alle campagne di sterminio di nutrie e piccioni torraioli.

Leggi rebus e pioggia di fagiani: cacciatori protestano

E’ polemica, anche nelle campagne della Bassa, a poche ore dall’apertura delle stagione venatoria.
A fronte di una tessera e spese annuali per circa mille euro, infatti, gli amanti della doppietta si sentono sempre più frustrati. «Sarebbe utile che il manuale con le leggi da rispettare fosse spedito a casa di tutti i cacciatori in modo da sapere come comportarsi in ogni evenienza – hanno ad esempio suggerito due cacciatori di Fontanella –  Può una guardia volontaria sequestrarci il fucile in caso di infrazione del regolamento? O può farlo solo la Polizia giudiziaria?  Chi può perquisirci? Chi e in quale caso può sequestrarci la selvaggina? Non abbiamo risposte a tutte queste domande. Abbiamo studiato per l’esame della licenza di caccia, ma nel frattempo molte leggi sono cambiate. Dobbiamo essere informati. E da un aprovincia all’altra, spesso cambia tutto. Rudiano, Soncino o Pumenengo sono confinanti ma appartengono a tre province diverse. Come si fa?».

Fagiani, nutrie e piccioni

Altri problemi scottanti sono l’attuale metodica  di liberazione dei cosidetti fagiani pronto-caccia e l’abbattimento di nutrie e piccioni torraioli, consentito solo a pochi cacciatori autorizzati.

Leggi anche:  Multe più che raddoppiate, da 1000 a 2500 euro nel 2018

Leggi l’intervista completa sul Giornale di Treviglio

TORNA ALLA HOME