Il Caporale Secondo Manzoni è tornato di nuovo sul Grappa, grazie ai suoi nipoti.

Una storia unica

La storia dell’urgnanese Secondo Manzoni, caporale dell’esercito italiano, è di certo unica nel suo genere. L’urgnanese  il 26 ottobre 1918, sul massiccio del Grappa, mentre stava avanzando sotto il fuoco nemico è stato gravemente ferito dall’esplosione di uno shrapnel austriaco. Manzoni riuscì a salvarsi.

Un segno indelebile

Il Caporale tornò quindi alla vita civile e al suo lavoro di stuccatore e decoratore. Tuttavia l’esperienza al fronte, la ferita e l’alto onore di aver servito la Patria hanno segnato per sempre la sua esistenza. Per questo decise, come gesto di gratitudine, di andare in pellegrinaggio sul luogo in cui venne soccorso ed ebbe salva la vita, e cioè il Ponte San Lorenzo a Solagna (Vicenza), punto snodale della strada Cadorna. Per oltre trent’anni, fino alla sua morte, il Caporale ha deposto una targhetta metallica alla base della colonna romana, donata dallo Stato per commemorare la battaglia del solstizio, dove l’avanzata nemica venne fermata. Ora quella targa è tornata sul Grappa grazie all’intervento dei nipoti.

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