Emiliano Mondonico, o semplicemente “Mondo”, come lo chiamavano tutti, è morto questa mattina all’alba a Milano in seguito al peggioramento della malattia contro cui ha combattuto per sette anni. Rivoltano doc amava il calcio tanto quanto la sua famiglia. Un mister amato da tutti che ha reso grande l’Atalanta ma non solo.

Ciao “Mondo”

Si è spento questa mattina, a 71 anni, all’Istituto dei tumori di Milano dove si trovava ricoverato. Per anni aveva combattuto contro la malattia, ma questa ha perso la sua partita. Nato e cresciuto a Rivolta dove ancora viveva con la moglie Carla, da cui aveva avuto le amate figlie Clara e Francesca, ancora oggi non rinunciava ad allenare i bambini in oratorio a Lodi e a partecipare alle tante iniziative sportive e non che coinvolgevano i più piccoli e i ragazzi che, come lui, amavano il pallone. Faceva del bene, sempre, a partire dalla sua collaborazione con l’ospedale Santa Marta.

Una carriera al top

La sua carriera come allenatore inizia negli anni Ottanta con la Cremonese, poi il Como e nel 1987 arriva all’Atalanta. Nel ’90 passa al Torino ma dopo una parentesi di quattro anni torna a Bergamo per allenare la Dea fino al 1998. Poi ancora il Torino, Napoli, Cosenza, Fiorentina per ritornare alle origini con l’Albino-Leffe e la Cremonese.

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Sul web il cordoglio di tutti coloro che lo avevano conosciuto e di chi, invece, ne aveva seguito le imprese dalla tv.

Pellegrinaggio dei tifosi

I tifosi, intanto, non si sono fatti attendere. Un gran via vai è iniziato già questa mattina a Rivolta, davanti all’abitazione dove Mondonico viveva con la moglie. Lì i tifosi dell’Atalanta hanno voluto appendere uno striscione, il loro personale saluto al mister: “Grazie di tutto Emiliano, nel cuore di tutti noi!”