MarioWay è la nuova start up inventata dal 43enne Mario Vigentini, vailatese d’adozione, in grado di aiutare le persone disabili.

MarioWay aiuta i disabili

Dopo vent’anni da educatore, nel 2013 Mario Vigentini ha dato una sterzata alla sua vita, e si è trasformato in un inventore, dedicandosi a un dispositivo che porta il suo nome. «Volevo rendere la mia creazione facilmente riconducibili a me – ha raccontato – E fare in modo che mio figlio sappia che il suo papà ha inventato qualcosa che vuole migliorare la vita delle persone che non sono autonome. Persone che presentano disabilità e disturbi mentali». Complice la sua personale sensibilità e un episodio che lo ha segnato profondamente, si è buttato a capofitto nel progetto.

Un incontro che ha lasciato il segno

«Durante il mio percorso da educatore mi fu presentato un uomo seriamente compromesso nelle funzioni vitali, al quale furono diagnosticati due mesi di vita – ha spiegato – Il mio lavoro consisteva nello stargli vicino. Era seduto su una carrozzina e indossava una mascherina perché temeva di essere contagiato da qualcuno. Aveva paura di non avere il controllo sul suo corpo e soffriva di disturbi psichici. La volontà di entrambi fu quella di instaurare una relazione significativa, per quanto breve potesse essere». Un rapporto che è sbocciato e ha portato frutti. «Piano piano cominciò ad uscire di casa, siamo riusciti a trovargli un lavoro e prese la patente – ha continuato – Alla fine quei mesi si sono trasformati in anni grazie alla ritrovata gioia di vivere. Questa storia è l’esempio di come una relazione può andare oltre ogni aspettativa».

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Una carrozzina speciale

MarioWay permette alle persone disabili di stare sulla carrozzina in posizione eretta. Una cosa fondamentale visto che soffrono di diverse patologie causate dal dover stare seduti tante ore al giorno. La carrozzina si sposta con i movimenti del busto, si può alzare o abbassare in autonomia. «A differenza delle carrozzine impiegate fino ad ora, che risalgono al 1932, “MarioWay” ha due ruote e non quattro – ha precisato l’inventore – Assieme al dispositivo medico abbiamo ereditato anche un approccio alla malattia degli anni ‘30. Da allora non si è più fatto nulla». Per realizzare il primo prototipo, Vigentini si è avvalso della collaborazione di alcuni ingegneri della Ferrari e del politecnico di Milano, che lo hanno aiutato anche per il riconoscimento «CEE».

Come contribuire

«Una volta arrivati a “Kilometro Rosso” abbiamo collaborato con un’azienda che si occupa di ergonomia per disabili – ha concluso – Analizzando i dati del test è stato possibile realizzare il prodotto che lanceremo sul mercato, ma quando è ancora un’incognita. Stiamo dialogando con alcuni investitori e ricerchiamo partnership. Parteciperemo anche a “Expo 2020” a Dubai. Inoltre sulla piattaforma “Next Equity” abbiamo cominciato una raccolta fondi. Il processo è regolato da Codacons. Si può contribuire alla crescita della start up acquistando quote della società. Tengo a precisare con orgoglio che “MarioWay” è una “be-corp”». A marzo Vigentini parteciperà all’«Universcience» di Parigi al «Museo della Scienza e Tecnologia».