La Rocca e palazzo Rubini a Romano, ospiteranno, la mostra “Mitologia del contemporaneo” del Maestro M’horò, scultore senza identità.

L’inaugurazione

L’evento che si terrà dal 15 settembre al 7 ottobre, è organizzato dal Comune con la Fondazione G. B. Rubini in collaborazione con la Minotauro Fine Art Gallery di Palazzolo sull’Oglio sarà presentato sabato 15 alle ore 16 nella Sala Conferenza della Rocca Viscontea, introdotto da Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale a Milano e dei musei del capoluogo lombardo.

Chi è M’horò?

Capacità e determinazione di rifiutare la visione di un mondo preconfezionato, questo è il primo passo per conoscere il lavoro di M’horò che spinge a scoprire la sua dotta e ardita estetica e la sua più vera e autentica personalità: e così provare a sciogliere il dilemma che da tre anni lo circonda. Chi è realmente, infatti, questo artista? Quale è la sua poetica, il suo messaggio, la sua ambizione?

Le parole dell’artista

M’horò non parla, per lui lo fa il suo critico, Antonio Falbo curatore di questa mostra insieme a Salvatore Falbo.
«Prima di me – ha detto il curatore per conto di Mhorò – deve esprimersi il mio lavoro. Come accadeva nel passato, quando l’artista non firmava quasi mai le proprie opere, era compito del fruitore giudicare. Anche nei ‘Salons’ ufficiali francesi dell’Ottocento, le opere venivano esposte senza firma, quindi selezionate da un’apposita giuria, e solo dopo firmate dagli artisti. Oggi è il contrario: non si giudica la qualità, ma l’apparenza».L’appuntamento è per sabato alle 16 nella sala della Rocca e chissà che se in quell’occasione l’artista M’horò deciderà di palesarsi e rivelare al sua identità.

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