Ogni ospedale dovrebbe essere un luogo aperto e inclusivo, capace di accogliere senza disagi anche persone con disabilità intellettive o neuro-motorie gravi o gravissime. Non sempre è così, in Italia. Ma a Treviglio l’Asst Bergamo Ovest si è attrezzata per diventarlo. Ripensando i propri modelli organizzativi sulle esigenze anche dei pazienti più fragili. Per questo motivo stamattina, lunedì 2 dicembre, il direttore socio sanitario Flavia Pirola ha presentato il progetto “Dama Luisa”, ufficialmente nato nel febbraio 2018 in via sperimentale e ora entrato a regime. Sono state coinvolte nove strutture del territorio, tra Residenza sanitarie per disabili e Comunità socio sanitarie della Bassa, del Cremasco e dell’Isola.

Il progetto Dama Luisa, in memoria di una paziente fragile

All’acronimo Dama – Disabled Advanced Medical Assistance – l’Asst ha aggiunto il nome Luisa, per dare continuità ad un progetto precedente, stipulato nel 2013 col Comune di Treviglio, per l’accesso facilitato all’assistenza sanitaria ospedaliera da parte delle persone con grave e gravissima disabilità. Luisa era una cittadina fragile ospite della Cooperativa “La Famiglia” di Treviglio, scomparsa prematuramente pochi giorni prima della stipula del protocollo siglato proprio grazie alle sollecitazioni della stessa cooperativa.
Stamani alla presentazione era presente anche Cesare Lombardi, fratello di Luisa, che ha ripercorso brevemente le fasi iniziali del precedente progetto e la bontà dell’attuale, che ha permesso di superare alcune criticità iniziali, segnalate all’epoca proprio dall’esperienza della sorella.

Progetto Dama Luisa: in cosa consiste

Come si attiva il percorso e come si sono strutturati, lo ha spiegato Maria Giovanna Manenti, referente medico del progetto.

“Il Dama Luisa ha come finalità quella di promuovere l’accoglienza e l’accesso alle strutture ospedaliere di un target ben specifico: le persone con gravi disabilità intellettive e neuro motorie severe, con grave deficit della comunicazione seguite dalle strutture RSD e CSS. Il Dama Luisa si sviluppa su tre percorsi differenti: il Pronto Soccorso, gli Ambulatori specialistici e le Degenze nei reparti di ricovero. In questa fase sperimentale il progetto ha coinvolto 9 strutture tra RSD e CSS della zona. È stato attivato il numero verde 800/909661 attivo dalle 10 alle 12 il lunedì, mercoledì e venerdì con una segreteria telefonica per le segnalazioni preventive dei casi. Qui gli operatori delle strutture o i parenti/caregivers lasciano un messaggio con la problematica ed entro 48 vengono contattati dagli operatori per la definizione del percorso. Da ottobre è attivo anche un ambulatorio il martedì pomeriggio, dove vengono valutati e presi in carico i casi più complessi dall’equipe multidisciplinare formata da un internista, un’infermiera e dal medico specialista”.

La palla al Centro Servizi

Oggi il Centro Servizi dell’ospedale di Treviglioprovvede a ricevere le istanze di accesso dalle strutture, raccoglie la documentazione necessaria, programma l’accesso ai diversi servizi, accoglie e accompagna i pazienti e i loro caregiver nei percorsi di cura stabiliti all’interno dell’ospedale. I pazienti, in questa fase di sperimentazione, provenivano da nove strutture del territorio: “Casa Famiglia Spinelli” di Rivolta, la “Monsignor Bernareggi” di Bonate Sotto, “Casa Beato Luigi Guanella” di Verdello, “TAU” di Arcene, “Si Può Fare”  e “Lo Scoiattolo” di Caprino Bergamasco, “Casa Emmaus” di Caravaggio, “Nausicaa” di Morengo e, come detto, “La Famiglia” di Treviglio.

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Pirola: “Ripensati i modelli organizzativi”

“L’Asst ha voluto, con questo progetto, garantire un accesso agevolato e protetto agli ospiti delle Strutture Residenziali Sociosanitarie per Disabili del territorio – spiega Flavia Pirola – Così si è pensato di ripensare i nostri modelli organizzativi, per rispondere all’evoluzione delle dinamiche sociali, proposte dalla comunità stessa, alla ricerca di una sempre più ampia umanizzazione dei servizi. È stato costituito così un pool multidisciplinare composto da due medici e due infermieri, coadiuvati in fase d’implementazione dal coordinatore infermieristico del Centro Servizi, da un educatore e da un dirigente amministrativo. Il punto di riferimento è il Centro Servizi dove arrivano le richieste per l’attivazione del percorso e dove, in caso altre Strutture volessero aderire, potranno porre le loro istanze”.

“Per il prossimo futuro l’Asst sta definendo un apposito percorso diagnostico terapeutico e assistenziale, una specifica attività di formazione per gli Operatori coinvolti nel progetto stesso e un’operazione di sensibilizzazione capillare per la migliore conoscenza del progetto Dama-Luisa, sia all’interno dell’Azienda sia sul nostro Territorio” fa sapere l’azienda in una nota. “Si punterà anche al coinvolgimento delle associazioni di volontariato, realtà imprescindibili per diffondere e supportare l’attività degli operatori del progetto. Se altre strutture, oltre quelle già coinvolte, fossero interessate a proporre casi specifici, possono contattare il numero verde per la prima valutazione”.

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