Il Padre Nostro cambiato arriverà tra un anno anche sull’Adda. Abbiamo chiesto un parere a don Sandro Cappelletti, parroco dell’Annunciazione.

Padre Nostro cambiato

La nuova edizione del Messale Romano, che entrerà in vigore dall’anno prossimo, dovrà passare “per i provvedimenti di competenza, ottenuti i quali andrà in vigore anche la nuova versione del Padre Nostro (“non abbandonarci alla tentazione” al posto di “non indurci in tentazione”) e dell’inizio del “Gloria” (“pace in terra agli uomini amati dal Signore” invece che “pace in terra agli uomini di buona volontà”).

Svolta impressa da Papa Francesco

Il tutto nel quadro di una revisione del Messale Romano a cui la Cei sta lavorando da ormai 16 anni. Ma a imprimere una decisiva accelerazione è stato proprio Jorge Bergoglio, che già un anno fa aveva fatto chiaramente capire la propria posizione sul Padre Nostro: “La traduzione è sbagliata, perché Dio non ci può indurre in tentazione”, aveva dichiarato il Pontefice.

Il parere di don Don Sandro: “Nella sostanza cambia poco”

“Sono nate delle polemiche piuttosto inutili dal punto di vista pastorale e della fede – ha esordito il religioso – E’ chiaro che la parola di Dio va sempre spiegata, incarnata e interpretata nel tempo in cui viviamo; e so che ci sono dei puristi del Testo sacro che non condividono questa nuova traduzione del versetto del Padre nostro. E’ vero anche che non abbiamo bisogno di tanta accuratezza linguistica quando parliamo di Dio nostro Padre e della Fede. Perché ciò che conta è sempre sapere che quando si prega Dio nostro Padre ci si affida a colui che ci ama da sempre, a colui che proprio perché ci ama vuole sempre solo il nostro bene e ci metterà sempre nella condizione di fare le scelte giuste nella vita e di prepararci a quella definitiva nel modo giusto. Quindi, che si usi questa traduzione o quella usata finora, nella sostanza cambia poco. Avrà a che fare con il parere e tutti i cavilli degli studiosi e degli esegeti, ma per chi come noi preti, sacerdoti di parrocchia che hanno a che fare con il cammino di fede della gente, queste sottigliezze alla fin fine non contano niente”.

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