Sta facendo molto discutere il tema dei parcheggi disabili a Treviglio. Il sindaco Juri Imeri ha stabilito infatti che, trovando occupato lo stallo riservato, i disabili che in alternativa decidono di lasciare l’auto nei parcheggi a pagamento debbano pagare la sosta. Una decisione che, per quanto legittima, si è rivelata assolutamente impopolare. Ma come funziona negli altri comuni?

Parcheggi disabili: ogni Comune decide per sé

La legge prevede che ciascuna Amministrazione possa decidere se far pagare o meno la sosta nei parcheggi blu alle auto munite di apposito contrassegno. Un disabile che si trovi a spostarsi dal proprio comune di residenza dunque prima di partire dovrebbe informarsi sul comportamento da tenere nel caso in cui non trovi uno stallo riservato libero vicino al luogo che deve raggiungere. Va detto che Treviglio nella Bassa è quasi un unicum. In tutti gli altri Comuni infatti le Amministrazioni hanno deciso di non far pagare ai disabili la sosta negli stalli blu.

Gli abusi: un problema culturale

Oltre a questo esiste anche l’odioso problema degli abusi. Nonostante le campagne di sensibilizzazione c’è ancora chi si ostina a parcheggiare nei parcheggi disabili pur non avendone diritto. La maglia nera in questo senso va agli automobilisti di Arcene che, pur vivendo su un territorio dove di certo i parcheggi non mancano, preferiscono privare un disabile di un sacrosanto diritto piuttosto che fare qualche metro in più a piedi. I più virtuosi invece sono i Verdellesi: nemmeno una sanzione nel corso di tutto il 2017 per questa violazione al codice della strada.

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Martinengo: maglia nera per l’Amministrazione Nozza

Il Comune che rende la vita più difficile ai disabili è senza dubbio quello di Martinengo. Su una popolazione di oltre 10mila persone ci sono solo 30 stalli per disabili. Un terzo di quelli presenti a Cologno, che ha solo poche centinaia di abitanti in più. Non ci sono stalli a pagamento sul territorio comunale così l’Amministrazione ha spostato la propria discrezionalità sui parcheggi a tempo. Anche i disabili, spiega la Polizia locale, devono esibire il disco orario. Peccato che la legge dica esattamente il contrario.

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