Pino Bussi li aveva visti scorrazzare, ragazzini, sui campi da calcio e l’occhio attento del «talent scout» aveva fatto centro: sarebbero diventati delle autentiche bandiere dell’Inter, campioni d’Italia con i nerazzurri di Giovanni Trapattoni; ed un giovanissimo «zio Beppe», appena 18enne, si laureò campione del Mondo con l’Italia di Enzo Bearzot nel 1982 in Spagna.

Bergomi e Ferri a Treviglio per Pino Bussi

E i due ex campioni, il milanese Giuseppe Bergomi e il cremasco Riccardo Ferri, entrambi classe 1963, sono stati i protagonisti nel 2016 di una bellissima storia di Natale. Hanno scaldato il cuore del trevigliese Giuseppe Bussi, per tutti Pino, allora 95enne con una visita a sorpresa, in città, all’uomo che li aveva «segnalati» all’Inter lanciandone, di fatto, le sfolgoranti carriere calcistiche. L’emozione negli occhi del 95enne, una mente ancora lucidissima a dispetto dei problemi di salute che lo costringevano su una sedia a rotelle invece che in sella alla fidata bicicletta, è stata fortissima. Come le mani dei «pupilli» che a lungo ha tenuto strette alle sue.

Emozione fortissima dopo 30 anni

Artefice della visita l’amico della famiglia Bussi, Roberto Stucchi, che ha incontrato le due «bandiere» nerazzurre ad una serata di presentazione del libro su Giacinto Facchetti, tenuta dal figlio Gianfelice. «Proposi a Ferri e Bergomi l’idea di far visita insieme, prima di Natale, all’uomo che negli anni ‘70 li scoprì giocare a pallone su anonimi campetti di calcio della Lombardia, poco più che bambini – ha raccontato Stucchi – e li portò a giocare nell’Fc Internazionale di Milano, regalando ad entrambi una nuova vita oltre alla realizzazione del loro sogno di bambini. Entrambi accettarono immediatamente il mio invito e si fecero da subito parte diligente per fissare data e luogo dell’incontro». Detto e fatto: martedì 20 dicembre 216, Ferri e Bergomi si sono presentati a casa del loro «pigmalione», in via Terni 32, per festeggiare e ringraziare il loro scopritore.

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Pino Bussi: la carriera

Classe 1921, Giuseppe Bussi è stato uno dei grandi personaggi dello sport trevigliese. Una carriera da calciatore, attaccante, partita dalla Trevigliese nella stagione 1939/40 che lo ha portato a vestire le casacche di Atalanta e Vicenza in serie A; nel dopoguerra ha militato in serie B a Crema prima di tornare a Treviglio dove, appese le scarpe al chiodo per un infortunio al ginocchio, fu anche allenatore per tre anni in serie C. Sportivo a tutto tondo, abile giocatore di tennis (fu per diversi anni campione trevigliese), iniziò la carriera di scopritore di talenti che lo portò a diventare per oltre trent’anni uno dei migliori osservatori dell’Inter. Visse l’epopea del patron Angelo Moratti e di Ivanoe Fraizzoli in un idillio che si interruppe con la gestione Pellegrini, nel 1992. Fiore all’occhiello dei talenti da lui scoperti è Bergomi, ma tra le tante promesse lanciate nell’olimpo calcistico spiccano Galbiati, Tricella, Ferri, Marazzina, Manfrin… e per restare a Treviglio, Donadelli e Goffi, due bandiere del «Cst» vincente degli anni ‘60.

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