Una task force pubblico-privata per incentivare la riqualificazione dei condomini di Treviglio. Evitando che con il tempo diventino  “ghetti”, covi di spaccio e di disagio sociale.

La proposta viene dalla neonata associazione Treviglio Urbana, che proprio alla vigilia dell’operazione dei carabinieri all’ex Snam ha tirato fuori dal cassetto un progetto rimasto fermo da tempo, ma che alla luce del destino toccato alla palazzina di via Pontirolo (e più in grande alle Torri di Zingonia) non sembra aver perso un briciolo di attualità. Ne abbiamo parlato con Roberto Fabbrucci, portavoce del gruppo.  Intanto, proprio a Zingonia alle 4 torri di Verdellino è stato ricostituito il condominio, istituzione effettivamente importante per evitare che situazioni “bordeline” sfuggano di mano come accaduto a poche centinaia di metri di distanza, a Ciserano, e all’ex Snam.

Da dove nasce «Rinnova Treviglio» e di cosa si tratta?

L’idea è semplice e nasce da una considerazione su come nascono situazioni come quella dell’ex Snam e di Zingonia. Nascono quando gli appartamenti in condominio vengono affittati e subaffittati a gente disperata, disposta a pagare 200 euro per vivere su una brandina.

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Un mercato senza crisi…

Il mercato ci insegna che oggi si vendono solo immobili di qualità. Cosa ne sarà delle centinaia di condomini costruiti in città negli anni tra i Sessanta e i Novanta, se non si mantiene alto il valore degli appartamenti? Il rischio che finiscano in mano a chi vuole fare affari a basso costo, affittando brandine a 200 euro al mese ai disperati, c’è.

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