Si è aperto ieri pomeriggio, domenica, il tavolo di dialogo fra diocesi lombarde e realtà cattoliche Lgbt, al santuario di Caravaggio.  L’incontro ha creato diversi dissensi, con gli “ultra cattolici”  e l’estrema destra che dalla mattina si sono appostati fuori dal Santuario, mentre il summit si teneva a porte chiuse nei locali del Consultorio.  Nel pomeriggio hanno anche celebrato un “rito riparatore”.

Pedofili e LGBT equiparati

Un grosso striscione di Forza Nuova Bergamo chiedeva l’allontanamento di  “pedofili e Lgbt” siano allontanati dalla chiesa.  Il drappello di manifestanti, vestiti di nero, ha organizzato un piccolo quartier generale  davanti ai cancelli del santuario caravaggino e cominciato il rito, pensato per “scacciare” la presunta immoralità dell’omosessualità dal luogo sacro. Nel frattempo all’interno si teneva il tavolo organizzato con la Diocesi, a porte chiuse.

Slogan e striscioni

Alcuni striscioni citavano anche alcune controverse vicende di cronaca degli ultimi anni, come Eluana Englaro. Secondo due signore che recitavano il rosario stringendo i manifesti di protesta, la giovane donna vissuta per 17 anni in stato vegetativo non avrebbe voluto morire. In attesa dell’incontro alle 16, davanti al grande Crocefisso nel piazzale del Santuario per la preghiera di riparazione, i manifestanti hanno sfilato intorno al santuario.

“Non siamo omofobi”

In seguito al nostro articolo pubblicato online in cui si parlava di preghiera omofoba, i cattolici che domenica hanno partecipato alla manifestazione hanno tenuto a precisare:

“Chiediamo che si dia evidenza che l’espressione “preghiera omofoba” non è mai stata usata dai promotori dell’iniziativa, che invece – nei comunicati inviati – hanno sempre espresso massimo rispetto per le persone con orientamento omosessuale – hanno fatto sapere Alessandro Roverselli, Flavio Rozza, Giuseppe Tetta e Wanda Massa – Sempre nel medesimo articolo non si evince con la necessaria chiarezza che l’iniziativa dei fedeli (in dissenso con la scelta della diocesi di realizzare un convegno Lgbt presso locali afferenti il Santuario) è totalmente distinta dalla protesta portata avanti dal movimento politico Forza Nuova”.

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