Premio Maresciallo Luigi D’Andrea, vittima della strage di Dalmine per mano di Vallanzasca. Appuntamento a Bergamo martedì 13 febbraio.

Premio Maresciallo D’Andrea

Undicesima edizione del premio Maresciallo di Polizia stradale Luigi D’Andrea. Martedì 13 febbraio alle 15, al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, si svolgerà la manifestazione del Premio Maresciallo di P.S. Luigi D’Andrea.

Cavernago sarà presente

Cavernago sarà presente con una delegazione per ricordare il concittadino onorario ucciso durante lo svolgimento del proprio dovere insieme al collega Renato Barborini. L’invito è esteso a tutta la popolazione perché nessuno dimentichi chi ha sacrificato la vita per difendere la nostra libertà e sicurezza. A lui, l’Amministrazione Togni ha dedicato il 2 giugno 2015 il centro sportivo comunale  di via Ungaretti.

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Luigi D’Andrea

Di servizio a Dalmine

Era il 6 febbraio del 1977 quando il cavernaghese LuigiD’Andrea, 31enne brigadiere della Polizia Stradale insieme al collega appuntato 27enne, Renato Barborini era di servizio in un posto di blocco all’altezza del casello autostradale di Dalmine quando la loro strada incrociò quella della «Fiat 132» in fuga, su cui viaggiavano quattro uomini della banda di Renato Vallanzasca.

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Bandiere a mezz’asta martedì fuori dal Comune di Cavernago

La tragedia

Dopo aver intimato l’alt, i due hanno visto la «Fiat» rallentare. Poi uno dei banditi ha estratto un revolver calibro 38 e ha sparato prima a Luigi, colpendolo alla tempia e al petto, mentre gli altri aprivano il fuoco contro Renato, raggiunto da una scarica di pallettoni in pieno volto. Nello scontro a fuoco che ne seguì perse la vita anche uno dei banditi, Antonio Furiato, noto componente della banda di Renato Vallanzasca che all’epoca era già ricercato per almeno quattro omicidi, e che fu catturato pochi giorni dopo a Roma dai carabinieri.

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Medaglia al valor militare

Luigi D’Andrea ricevette postuma la promozione a maresciallo ed è stato insignito della medaglia d’oro al valor militare.

Il ricordo è ancora vivo

All’epoca dei fatti D’Andrea viveva a Cavernago con la moglie Gabriella Vitali e le due figlie Lucia e Giovanna. Sono ormai passati 38 anni da quelle tragiche morti, eppure l’uccisione di D’Andrea e Barborini ha lasciato una ferita aperta. Non solo per la moglie Gabriella, che ora non abita più a Cavernago ma di cui è cittadina onoraria, ma anche in tutti coloro che non dimenticano.

L’associazione in suo onore

Dal 2012 la famiglia di Luigi, appoggiata da un gruppo di amici, ha fondato l’associazione «Luigi D’Andrea», per mantenere vivo il ricordo esemplare dei cittadini in divisa e fungere da monito per le future generazioni. Ogni anno, in occasione dell’anniversario dalla strage di Dalmine, l’associazione assegna un premio ai funzionari che si sono distinti per aver portato avanti a testa alta questi valori.