E’ il momento di togliere il pannolino: ma quando è meglio? E come fare a evitare traumi e piccoli “incidenti”? Ci risponde la nostra educatrice Roberta Ciocca. Ecco qualche consiglio per vivere bene questo grande cambiamento.

Pronti, partenza …. via il pannolino!

Lo spannolinamento è un passaggio di crescita che mette ansia e suscita domande in molte mamme e papà. Come tutti i cambiamenti va però affrontato nella maniera più tranquilla possibile, senza accelerare i tempi, rispettando quelli dei bambini, in modo da non creare “ansia da prestazione” in loro e frustrazione in entrambi.

Quando va tolto il pannolino?

Non esiste un momento preciso in cui il pannolino va tolto. Bisogna osservare il bambino, per capire quando sta cominciando ad acquisire il controllo degli sfinteri. Questa competenza è una conquista fisiologica, non può essere insegnata. Il bambino fisiologicamente, a un certo punto della sua crescita (di solito intorno ai due anni), comincia a trattenere di più la pipì. Ce ne accorgiamo perché al momento del cambio (a distanza di un’ora/un’ora e mezza dal cambio precedente) il pannolino è asciutto.

Come cominciare ?

A questo punto si può cominciare a proporre al bambino di sedersi sul water, con l’ausilio di un riduttore, oppure su di un vasino. Nel caso in cui si mostrasse interessato a provare wc o vasino anche prima di questo momento, è bene assecondare questo interesse permettendogli di utilizzarli, anche solo per gioco, prendendovi così confidenza. Inizialmente si tratta infatti di un gioco: il bambino resta seduto per un po’ , magari leggendo un libro o chiacchierando con la mamma o con il papà, che lo inviteranno a lasciar uscire la pipì.

Le mutandine

Accade per caso che il bambino faccia la pipì mentre si trova sul vasino/wc. A questo punto va assolutamente gratificato: ricevendo un rinforzo positivo, sentendosi dire bravo, riconoscendosi artefice dell’entusiasmo dei genitori/familiari/educatori, sarà incentivato a farlo di nuovo. Quando il pannolino al cambio è asciutto e il bambino fa sempre la pipì nel vasino/wc, può cominciare a mettere le mutandine!

È vero che una volta tolto il pannolino, non va più rimesso?

Si e no. Si perché una volta che si comincia a togliere il pannolino è bene non tornare sui propri passi: causerebbe confusione nel bambino che diventerebbe così insicuro e ansioso. No perché non è necessario togliere il pannolino di punto in bianco per tutto il giorno senza poterlo rimettere: questo causerebbe ansia nei genitori, ansia nel bambino e renderebbe difficile, all’inizio, spostarsi, viaggiare in auto, frequentare luoghi pubblici ecc. in serenità.

Ornery baby pulling toilet paper off the roll

Un cambiamento graduale

Il pannolino va tolto gradualmente. Si può cominciare per un paio di ore, in un momento della giornata in cui la mamma, o chi per lei, sia tranquilla e presente. Nell’arco di queste due ore il bambino va portato sul wc/vasino anche ogni 30/40 minuti: è facile così che faccia la pipì quando vi viene fatto sedere, acquisendo dimestichezza, aumentando la sua autostima e imparando a riconoscere lo stimolo della pipì. Non è infatti fondamentale che il bambino chiami, avvisando il genitore che gli scappa la pipì. Questa è una competenza che si sviluppa successivamente e in maniera naturale, non è indispensabile per togliere il pannolino. Sono i genitori/educatori a gestire la cosa, portando il bambino in bagno a intervalli di tempo sempre più distanti.

Se il bambino si bagna?

Può succedere che il bambino faccia pipì addosso, specialmente durante il pranzo o mentre sta giocando, perché concentrato a fare altro. Se dovesse capitare, è bene non sgridare il bambino, che si mortificherebbe, perdendo sicurezza, ma tranquillizzarlo dicendogli che non è successo nulla di grave, può capitare e andrà meglio la prossima volta.

A nanna senza pannolino

Per quanto riguarda il momento del pisolino pomeridiano e della notte poi, è ancora una volta il bambino a dirci quando è pronto per togliere il pannolino. Se si sveglia dal pisolino con il pannolino asciutto per più giorni consecutivi, è arrivato il momento di stare senza anche durante la nanna! Lo stesso meccanismo vale per la notte: se il pannolino è asciutto al risveglio mattutino, il bambino è pronto per dormire solo con le mutandine. Esistono diversi tipi di traverse, usa e getta o lavabili, che possono essere posizionate sotto al lenzuolo per proteggere il materasso da eventuali pipì a letto.

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Se il bambino continua a bagnarsi di notte?

Può succedere che ci voglia qualche tempo perché Il bambino si mostri pronto a dormire senza pannolino. Se la cosa dovesse prolungarsi in maniera eccessiva (indicativamente oltre il primo anno di scuola dell’infanzia) è bene consultare il proprio pediatra di fiducia, che saprà indicare eventuali accertamenti da compiere per andare a fondo della questione.

Ma non c’è solo la pipì…

Capita spesso che i bambini si rifiutino di fare la cacca nel wc/vasino. Questo può essere ricollegato al fatto che il periodo in cui di solito viene tolto il pannolino coincide con la cosiddetta fase anale descritta da Freud: il bambino si sente autonomo nel controllare i propri sfinteri e la sua autostima aumenta quando si rende conto che è capace di trattenere le feci, che sente come qualcosa di suo da cui non vuole separasi. Dargli il tempo di cui ha bisogno per abituarsi a lasciare andare e quindi fare la cacca con serenità nel vasino/wc è la soluzione migliore. È possibile aiutarsi in questo leggendo insieme libri a tema, come per esempio: “L’isola delle cacche” di Maria Rita Parsi.
Se invece il bambino richiede di fare la cacca nel pannolino ancora per un po’, nulla vieta che vada assecondato, per arrivare ad abbandonarlo con i suoi tempi e senza forzature.

Se il bambino si rifiuta di salire sul wc/vasino

Capita anche spesso che qualche bambino rifiuti il wc/vasino. Magari il pannolino resta asciutto per ore, ma lui non vuole saperne di sedervisi. Anche in questo caso è bene non obbligarlo, per evitare di aumentare ulteriormente la sua avversità a questo nuovo oggetto. Coinvolgerlo nell’acquisto di un riduttore che gli piaccia o di un vasino che possa scegliere a suo gusto, potrebbero essere stimoli utili a “sbloccarlo”. Così come permettergli di utilizzare il vasino nella stanza della casa che preferisce o ancora una volta, leggere libri sull’argomento. Segnalo in particolare “Sara usa il water” di Pauline Oud.

Non mettersi a confronto

Ogni bambino ha i propri tempi, che vanno riconosciuti e rispettati. Chi prima, chi poi: tutti, a meno che non ci siano problematiche serie e particolari, arrivano al controllo degli sfinteri. Non ha senso confrontarsi con i pari, è un atteggiamento che suscita inutili ansie, angosce, insicurezze sia nei piccoli che nei grandi, rischiando di posticipare oltre l’abbandono del pannolino, e di caricare di frustrazione un momento speciale e unico della vita familiare e della crescita dei nostri piccoli.

Il filo di Arianna

Una rubrica che si pone come obiettivo quello di fornire suggerimenti, confronti, riferimenti teorici e spunti che, come il filo donato nel mito a Teseo, possano essere d’aiuto a chi si trova ad attraversare il meraviglioso labirinto dell’educare. Oggi l’appuntamento con la nostra educatrice Roberta Ciocca è per parlare di pannolino.

 

Roberta Ciocca, nata a Treviglio il 9 Febbraio 1986, diplomata presso il Liceo Classico dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Treviglio, dottoressa in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dal 2008 lavora come educatrice di Asilo Nido a Treviglio. Nel 2011 riceve diversi riconoscimenti letterari con un racconto ed un romanzo inediti.