I nastri rossi attaccati a polsi e caviglie spiccano sul nero del lutto indossato da decine e decine di amici e parenti, dietro alla bara portata a spalla e sormontata da una corona di rose bianche. E’ il giorno della rabbia e delle lacrime a Cologno, dopo l’assurdo e brutale femminicidio di domenica. L’ultimo saluto a Zina Solonari, uccisa barbaramente dal marito Maurizio Quattrocchisolo perché aveva “osato” immaginare per sé una vita di indipendenza e libertà. Come deciso dal sindaco Chiara Drago a Cologno sarà indetto il lutto cittadino.

Il rito ortodosso

La messa viene celebrata in questi minuti da un sacerdote della chiesa ortodossa (Zina era di origine moldava)  in una chiesa parrocchiale gremita. Molte delle donne indossano un nastro rosso, al polso o alla caviglia, e altri ne sono stati appesi lungo il percorso del corteo e fuori dalla chiesa, sul sagrato e sulla porta del campanile.

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