Una misura che gli ambientalisti stavano aspettando da tempo. Sono iniziati i lavori per la rimozione del deposito di ghiaia sul Serio a ridosso del ponte tra Casale Cremasco e Sergnano, a valle della Palata Babbiona.

Il deposito di ghiaia come appariva prima dell’arrivo delle ruspe. In copertina, lavori in corso.

Via la ghiaia sul Serio

Un materiale apparentemente innocuo che però, come spiegano i membri del Comitato ambientalista “Salviamo il Menasciutto” costituisce un serio pericolo in caso di piene del fiume, poichè restringe materialmente l’alveo. La ghiaia era stata ammassata a ridosso del ponte dopo la pulizia dei canali della nuova centrale idroelettrica. I canali portano l’acqua alle turbine e si erano intasati dopo la piena di questo autunno. 

“La centrale? Non ne vale la pena”

Se da una parte il Comitato si dice soddisfatto dell’inizio dei lavori non mancano però le perplessità in merito alla realizzazione della centrale idroelettrica “Poiché si sapeva già che il fiume Serio ha un grande trasporto di materiale solido, ci chiediamo perché sia stata approvata la costruzione di una nuova centrale: sarà così dopo ogni piena? Chi pagherà questi lavori, che oltretutto andavano fatti celermente? Dove saranno portati i sedimenti asportati, verranno posti a discarica oppure venduti? Se tutto quel materiale è il risultato dello sgombero dei canali di adduzione alle turbine, vuol dire che il Serio lo ha asportato da qualche altra parte. Se questi lavori di pulizia e di asportazione diventano periodici, bisognerebbe fare qualche bilancio sull’azione di erosione e trasporto del materiale solido che il fiume opera a monte delle centrali. In pratica l’effetto è simile a quello delle cave in alveo, che sono state tutte vietate da anni, proprio per i problemi di squilibrio causati nel fiume, che hanno comportato l’erosione del fondale anche sotto i piloni dei ponti, con rischi di cedimento. Sono tutti danni che sul lungo periodo potrebbero rivelarsi molto pesanti, alla cui correzione si dovrà provvedere con soldi pubblici.Tutto questo deve far riflettere sull'impatto che queste centrali hanno, a fronte di solo 485 kwh prodotti, sia dal punto di vista dell’habitat fluviale, che della sicurezza della popolazione, evitando in futuro facili autorizzazioni per la loro realizzazione”.

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