Moderato ottimismo per il primo week-end dei saldi invernali. E’ questo quanto si percepisce tra i commercianti bergamaschi dopo
l’avvio, sabato 5 gennaio, delle vendite di fine stagione.

Sconti medi del 30%, 90 euro a scontrino

“I primi giorni sono andati discretamente bene sia a livello bergamasco ma anche in generale in Lombardia dove lo scontrino medio si aggira attorno ai 90-95 euro”, commenta Diego Pedrali, presidente del Gruppo abbigliamento, calzature e articoli sportivi di Ascom  Confcommercio Bergamo e componente della giunta nazionale Federazione Moda Italia. L’andamento di questo avvio dei saldi, con una percentuale di sconto nella provincia di Bergamo attorno al 30%, ha avuto riscontri positivi negli assi commerciali delle città, dei maggiori centri provinciali e nei negozi dei centri commerciali dove si sono formate colonne di automobili, indice comunque non rappresentativo secondo Pedrali che sottolinea “non conta il traffico verso i centri commerciali, ma lo scontrino e le vendite”.

Posticipare i saldi invernali?

Vendite che in ogni caso hanno segnato un dato positivo nonostante il Black Friday che “ha creato svantaggi -aggiunge- nei confronti dei saldi portando la gente ad acquistare prima”. Per questo motivo, il presidente del Gruppo abbigliamento nota che si deve riflettere “se conviene mantenere la data dei saldi o se invece posticiparla per dare opportunità ai negozianti di vendere con maggiore margine di stagionalità, verso fine stagione. Infatti, Federmoda in collaborazione con Format Research ha effettuato negli anni precedenti un sondaggio per chiedere se sia giusto posticipare a fine gennaio o ai primi di febbraio i saldi, oppure lasciare la massima libertà al commerciante, secondo le sue esigenze, di poter fare delle svendite per tutto l’anno, con enorme contentezza dei consumatori. La maggioranza degli operatori
commerciali ha espresso chiaramente che occorre posticipare le vendite a prezzi ribassati”.

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L’insidia delle svendite celate

Da combattere anche il problema delle svendite a forma celata che come evidenzia Pedrali “purtroppo avvengono dappertutto e la multa per chi non rispetta le regole non è molto elevata e oscilla fra 516 e 3.000 euro, mentre vanno introdotte regole e tasse anche sulle vendite via web”. Nonostante le offerte “nascoste” del periodo pre-saldi il 61% dei consumatori aspetta il periodo ufficiale delle promozioni di fine stagione per poter risparmiare.

I prodotti più acquistati

Tra i prodotti più richiesti, sono quelli non tipicamente invernali date le condizioni climatiche straordinarie di quest’inverno. “Al Nord i clienti si sono limitati in articoli meno cari e non tipicamente invernali, mentre è successo il contrario al Sud dove hanno chiesto anfibi, stivali, piumini. In generale l’orientamento sembra essere più sulla qualità che non sulla quantità degli acquisti”.

“Per attirare clienti nei negozi di vicinato devono mobilitarsi i comuni”

Come, però, un commerciante può attirare la clientela? Secondo Pedrali “l’unico sistema con cui conquistare il cliente è la professionalità, come accade nei negozi del vicinato dove c’è il dialogo con il cliente, per far sì che questo abbia risolto ogni suo dubbio e quesito che si pone scegliendo un capo”. Inoltre, la cosa più importante per far rinascere o rivitalizzare i negozi dei centri urbani, secondo Pedrali, è quello di avere un coinvolgimento da parte delle amministrazioni che possono essere dei partner indiscussi. “I negozianti -aggiunge- non possono aggravarsi di ulteriori spese e creare eventi. Si spera di coinvolgere le amministrazioni e creare attrattive per far sì che la gente rimanga nei negozi del proprio paese e non vada solo ed esclusivamente nei centri commerciali dove oltretutto l’affluenza del pubblico non corrisponde alle vendite”.

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