La gestione degli impianti sportivi di Treviglio, in particolare dello stadio comunale “Mario Zanconti” e del Centro “Ambrogio Mazza”, è al centro di un acceso dibattito tra il Circolo Sportivo Trevigliese, storica società calcistica locale, e l’Amministrazione comunale. La società contesta il bando unificato voluto dall’Amministrazione, che prevede una gestione condivisa tra le diverse società sportive, e ha minacciato di ritirare le sue squadre dalla città, inclusa la prima squadra maschile, quella femminile e la Juniores Nazionale.
Le motivazioni della Trevigliese

Il Circolo Sportivo Trevigliese, fondato nel 1907, si oppone alla gestione unificata proposta dall’Amministrazione, che ha presentato una manifestazione d’interesse durante una recente riunione. La società intende assumere la gestione del solo stadio “Mario Zanconti”, coprendo i costi delle utenze e finanziando le necessarie migliorie, come il rifacimento del tetto e l’impermeabilizzazione degli spogliatoi. Il bando, che prevede la gestione congiunta degli impianti, è percepito come una minaccia al futuro della Trevigliese, che annovera 400 tesserati e ambisce a una programmazione solida per la prossima stagione.
Le preoccupazioni per la gestione unificata
“Noi come Trevigliese volevamo prendere in gestione lo stadio comunale, accollandoci i costi delle utenze e delle migliorie necessarie – ha dichiarato il vicepresidente Antonio Imeri –. Dopo anni di gestione affidata ad un’altra società, ci troviamo ora a dover affrontare un bando che non rispecchia le nostre esigenze. Non intendiamo più utilizzare lo stadio “a gettone” come è stato fatto quest’anno, e siamo pronti a portare via le nostre squadre da Treviglio se non ci saranno garanzie”.
Secondo la Trevigliese, un accordo tra le diverse società sportive per una gestione unificata degli impianti sembra impraticabile.
“Il sindaco Juri Imeri invita le società a collaborare? Dovrebbe contattarle singolarmente per ascoltare le loro necessità. Invece, ha optato per un bando che comprende tutto, ma che a quelle cifre nessuna società può permettersi”.
La risposta del sindaco Juri Imeri
“Minacciare di portare via le squadre non ha alcuna attinenza con la gestione dei campi – ha replicato il sindaco Imeri –. Oggi non gestiscono gli impianti eppure si allenano regolarmente. Se l’atteggiamento costruttivo è quello di lamentarsi pubblicamente di una procedura trasparente, sono scelte della dirigenza. Mi sembra una strumentalizzazione, soprattutto dopo la recente assemblea in merito”.
Il sindaco ha sottolineato i vantaggi della gestione proposta dal Comune, affermando che questa permetterà di ottimizzare le risorse e migliorare l’efficienza degli impianti.
“Gestire gli impianti nel rispetto delle normative vigenti consente di creare economie e migliorare l’utilizzo – ha spiegato Imeri –. Durante la riunione con le società sportive, abbiamo chiarito che sarà possibile richiedere un sostegno economico. La polemica appare distaccata dalla realtà, considerando anche gli investimenti effettuati per modernizzare gli impianti e i lavori svolti per adeguare lo stadio alla Serie D. Un bando che valorizza sinergicamente due impianti distinti ma complementari è un’opportunità da cogliere per le società sportive del territorio”.
Il sindaco ha infine ribadito che, indipendentemente da chi gestirà gli impianti, le modalità di utilizzo saranno sempre stabilite dal regolamento approvato dal Consiglio comunale, garantendo continuità e adeguate strutture per le realtà sportive cittadine.