A causa della mancata notifica della perizia che attesta la completa lucidità mentale dello stupratore, il processo ha subito una battuta d’arresto. La Lega non ci sta, e ha presentato un’interrogazione in Parlamento.

La vicenda dello stupro di Fontanella

La vicenda, verificatasi il 20 settembre scorso e riportata in questo articolo, è nota ai più. Un profugo ventenne proveniente dalla Sierra Leone e ospite della cascina Fenatica aveva chiuso un’operatrice 26enne del centro d’accoglienza “Terra Promessa” in un bagno della struttura. Qui, l’aveva picchiata e stuprata. Infinite le polemiche dopo l’accaduto, con lo stesso ministro Matteo Salvini recatosi a Fontanella per parlare dell’accaduto.

Processo complicato da un cavillo

Nelle ultime ore è stato reso noto che il processo del profugo ventenne subirà una battuta d’arresto a causa di un cavillo burocratico. La perizia che attesta la completa lucidità mentale del giovane, infatti, era stata oggetto di una mancata notifica, ragione per cui è stata accolta la richiesta del legale difensore a ripetere l’esame per via di questo vizio di forma.

La Lega non ci sta, ecco l’interrogazione parlamentare

La circoscrizione della Lega della Bassa Bergamasca, però, non ci sta, e ha rilasciato proprio nelle ultime ore un comunicato stampa dai toni forti, dopo aver presentato un’interrogazione parlamentare in merito: “Oltre al danno, anche la beffa – recita il comunicato firmato da Mauro Brambilla (in foto), segretario della circoscrizione – Non solo manteniamo nelle nostre carceri un richiedente asilo della Sierra Leone che lo scorso anno è finito in manette con l’accusa di violenza sessuale, ora pagheremo altri soldi pubblici per un processo che sta diventando ancora più lungo del previsto. E’ vergognoso che a causa di una mancata notifica dell’atto, la perizia che attesta la completa lucidità mentale dell’extracomunitario  ora sia stata resa nulla. Il gup ha accolto la richiesta avanzata dal legale per un vizio di forma, pertanto l’esame dovrà essere ripetuto da un nuovo perito, con un inevitabile allungamento dei tempi e una crescita dei costi. Adesso basta, chiediamo subito chiarimenti al Ministero della Giustizia”.

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“Spero sia una bufala”, le parole di Malanchini

Nel merito della questione è intervenuto anche il consigliere regionale ed ex sindaco di Spirano  Giovanni Malanchini (Lega): “Mi auguro che la notizia diffusa  dai media non sia vera, perché se così fosse saremmo veramente ai limiti dell’assurdo – ha dichiarato il consigliere regionale – Questo soggetto, così come tanti extracomunitari che compiono reati gravissimi, avrebbe dovuto essere immediatamente restituito alle patrie galere. E invece dobbiamo pagargli ‘vitto e alloggio’, prolungando per un semplice vizio di forma il suo soggiorno”.

Anche il deputato Invernizzi interviene: “Voglio vederci chiaro”

Malanchini
Giovanni Malanchini.

“Per correttezza e obbligo di trasparenza nei confronti di tutti i cittadini voglio vederci chiaro e capire cosa sia realmente accaduto – ha dichiarato invece ildeputato del carroccio Cristian Invernizzi – Per questo motivo ho recepito la richiesta del territorio e ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero della Giustizia. Prima di tutto voglio sapere se la notizia diffusa corrisponde al vero. Una volta appurato questo, voglio che venga fatta chiarezza in merito a quanto accaduto. Sono sempre più convinto che il percorso giusto, anzi oggi l’unico possibile, sia quello intrapreso dal nostro Governo: con il Decreto Sicurezza così fortemente voluto dal Ministro Salvini, se un clandestino stupra, ruba, uccide o spaccia, se ne torna a casa subito”.