Passeggiando per città e paesi spesso non si notano nemmeno più. Edifici, piazze, corti e strade abbandonati, degradati o semplicemente “rimasti indietro” rispetto al resto del mondo in continuo cambiamento. L’Ordine degli Architetti di Bergamo ha deciso di “censire” in un sito internet i luoghi “perduti” della provincia, un progetto partecipativo che diventerà anche una mostra e, si spera, anche una possibile piattaforma di riflessione, se non di partenza, per riqualificarli.

Atlante Second Life

Il progetto si chiama Atlante Second Life ed è online da alcuni giorni. Sul sito, gli utenti possono partecipare alla raccolta fotografando e segnalando i luoghi “non più integrati adeguatamente nelle strutture urbane di riferimento”,  “soggetti urbani  a cui si vorrebbe dare una seconda vita” e, appunto, proponendo una possibile soluzione di riutilizzo. Qualche esempio? “Un edificio dismesso, un rudere, una piazza poco decorosa, un giardino trascurato”, spiegano gli ideatori dell’Atlante.

I luoghi della Bassa

Sono già alcune decine i luoghi mappati, ma ce ne sono anche nella Bassa: scorrendo l’elenco peraltro si notano alcuni protagonisti del dibattito pubblico degli ultimi anni in tutta la pianura, dall’ex Acciaieria sulla Sp98 a Cividate, che qualcuno ha proposto di trasformare in un centro sportivo, allavecchia caserma austro ungarica di Treviglio, accanto alla stazione Ovest. A Cortenuova l’attenzione cade sull’edificio commerciale di fronte al grande centro commerciale chiuso, alle spalle del quale stanno partendo i lavori per un nuovo polo logistico. Potevano mancare le ex piscine di Cologno?  Così come, sempre a Cologno,  la Filanda, in pieno centro, chiusa  da decenni e ancora senza una destinazione d’uso. A Boltiere invece sono finiti nell’Atlante Second Life alcuni cortili storici fatiscenti e la “Rocca”.
Asl è “un progetto di osservazione capillare esteso all’intero territorio provinciale che ha l’ambizione di costruire un percorso di consapevolezza sulle trasformazioni in corso, mirato al coinvolgimento dei cittadini, in particolare gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado” continuano gli ideatori. “Si potrà segnalare questi luoghi attraverso alcune semplici operazioni: scattare una fotografia, indicare ubicazione, tipologia, caratteristiche, descriverli brevemente e infine suggerire una loro possibile trasformazione, un modo per riattivare il loro potenziale, per farli tornare a essere ‘elementi urbani’. Una seconda vita, appunto”.

Al lavoro anche le scuole

Protagoniste del progetto saranno anche le scuole superiori della Provincia di Bergamo, attraverso stage operativi e percorsi di Alternanza Scuola Lavoro. È infatti prevista, sulla base delle informazioni e dei suggerimenti raccolti attraverso le segnalazioni, una specifica attività di studio e analisi territoriale (in collaborazione con l’Università di Bergamo) per approfondire le potenzialità e le modalità trasformative dei luoghi indicati e fotografati.