Un’aula per Mattia Rapetti,  lo studente caravaggino del Galilei scomparso a soli 18 anni domenica scorsa.

A scuola era un leader

Tra i corridoi e nelle aule del liceo Galilei in questi giorni ha regnato un silenzio tombale. Difficile fare lezione, difficile anche solo guardarsi negli occhi senza scoppiare in lacrime. Mattia Rapetti, frequentava la 5ª I dell’indirizzo linguistico e sognava di diventare un architetto. A scuola era un leader. Rappresentante d’istituto per tutti gli anni del liceo, era lui ad andare dai docenti a portare richieste e proposte. Un «gigante buono» a cui tutti volevano bene.

Le iniziative per ricordarlo

Mercoledì ai funerali, oltre ai compagni di classe, anche una delegazione dell’Istituto con il dirigente scolastico Claudio Venturelli, ha partecipato per dimostrare vicinanza alla famiglia. Una vicinanza che non si esaurirà con la sua scomparsa.
L’istituto, infatti, dopo il minuto di silenzio osservato martedì mattina, sta già valutando diverse iniziative per ricordare Mattia.

Un’aula per Mattia

Tra le ipotesi quella di intitolare al 18enne un’aula della scuola e di istituire a suo nome una borsa di studio. I compagni di classe, inoltre, hanno scritto ognuno una lettera indirizzata a mamma Floriana, per lasciare un po’ di quello che Mattia era per loro.
Ma il cordoglio in città ha toccato tutti. Anche la società sportiva «Basket 86 Caravaggio», dove gioca il fratello Filippo, ha voluto esprimere la propria vicinanza e il dolore per ciò che è accaduto. Un pensiero condiviso anche dal sindaco Claudio Bolandrini che, prima di ricevere il mandato amministrativo insegnava proprio al liceo Galilei.