Durante una partita l’attaccante tira un pugno in faccia al difensore della squadra avversaria: 90 giorni di prognosi per un 17enne di Monte Cremasco. Ma l’aggressore se la cava con quattro giornate di squalifica.

Pugno in faccia al difensore

Una brutta vicenda quella accaduta sabato pomeriggio sui campi da calcio del mantovano, dove l’«Ac Crema» e il «Mantova 1911», juniores, si stavano sfidando in una partita, come tante, del campionato nazionale Juniores B. I protagonisti di questa vicenda sono Alessandro R, 17 anni, che da quando ne aveva 4 ha iniziato col suo sogno: inseguire il pallone. Domenica giocava come difensore, quando un attaccante del Mantova, Gabrieli D, appena 18enne,  l’ha aggredito e poi è fuggito subito dopo l’espulsione, lasciandolo a terra con la bocca sanguinante.

Il padre del 17enne ha assistito dagli spalti

Il racconto è di Massimo, padre del 17enne, che ha assistito alla scena dagli spalti. «Stavano giocando una partita di calcio in un Comune in provincia di Mantova – ha raccontato – Il Crema stava vincendo. In cinque minuti hanno fatto due gol, poi, nel secondo tempo un altro. Il ragazzo della squadra avversaria era molto nervoso, penso, perché stava perdendo. Aveva tirato qualche pugno a mio figlio di nascosto nella pancia e lui lo aveva insultato, prendendosi un’ammonizione, era cascato nel tranello». La partita è proseguita fino al quarto gol del Crema.

Mentre il ragazzo era girato, l’attaccante del Mantova ha colpito

«Il gioco si era fermato e il ragazzo della squadra avversaria, mentre mio figlio era girato, gli ha tirato un pugno in faccia – ha continuato il padre – Hanno visto tutti, e il ragazzo è stato immediatamente espulso ed è uscito dal campo per andare negli spogliatoi». Dove ha fatto perdere le tracce di se. Il 18enne, infatti, ha preso i suoi effetti personali ed è scappato. Il giudice sportivo parla invece di una gomitata “di particolare violenza e lontano dall’azione di gioco”.

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Il 17enne ha subito un intervento di urgenza alla mandibola

«Abbiamo chiamato subito l’ambulanza – ha spiegato – Siamo corsi in ospedale dove hanno dovuto operare mio figlio d’urgenza, aveva una frattura multipla alla mandibola destra, sputava e vomitava sangue. Hanno dovuto trapanargli la guancia per mettergli tre placche in titanio per riparare l’osso, tre denti sono storti ora, due rotti e da sostituire.
Non capisco il gesto e tanto meno non capisco come il ragazzo possa fregarsene di quanto successo, umanamente, dovrebbe almeno chiedere scusa. Il calcio non è questo e non è giusto che sia successo proprio a mio figlio, che è sempre stato un modello di impegno e lavoro per la squadra».

I mister del Mantova si scusano. Quattro giornate di squalifica

E’stato dimesso lunedì nel pomeriggio. Gli allenatori hanno porto le loro scuse al ragazzo, garantendo che verranno presi seri provvedimenti nei confronti del loro giocatore. Il 17enne per rimettersi, dovrà stare a casa per 90 giorni. Ha difficoltà nel parlare e nel mangiare. Il giudice sportivo ha disposto  nei confronti del mantovano la squalifica per sole quattro giornate.