Nel corso degli ultimi cinque anni, un piccolo complesso di case comunali a Treviglio ha accumulato spese superiori ai 18 mila euro per il consumo di acqua, con bollette mensili che superavano i centodieci euro per ogni inquilino. Una situazione insostenibile, considerando che attualmente vi risiedono tre nuclei familiari, di cui due composti da anziani soli.
Bollette dell’acqua eccessive
Questi costi esorbitanti hanno spinto una delle residenti, una signora di quasi 90 anni, a contattare la capogruppo del Pd Matilde Tura, che ha deciso di prendere in carico la questione.
“Per cinque anni ho pagato, anche se sospettavo che ci fosse qualcosa di strano – ha raccontato l’anziana – Forse ho sbagliato ad aspettare così a lungo, ma mi sono fidata delle cifre fornite dall’amministratore. Quest’anno, però, ho deciso di dire basta. Un conto di quasi 3.300 euro per tre inquilini mi sembra eccessivo. Stiamo parlando di 1.100 euro a testa all’anno. È possibile che l’amministratore non si sia posto domande di fronte a tali cifre? Come posso consumare tutta quell’acqua da sola?”.
La signora, con una pensione minima e un piccolo assegno di invalidità, ha quindi deciso di contattare Matilde Tura per chiedere assistenza.
“Avevo visto un suo volantino in cui si offriva di aiutare gli inquilini delle case comunali per problematiche simili – ha continuato la donna – e così ho deciso di chiamarla. Anche perché parlare con l’ufficio competente è sempre complicato. Le ho spiegato la situazione e mi ha assicurato che si sarebbe occupata della questione”.
L’interrogazione di Matilde Tura

Il 10 aprile, Tura ha inviato un’interrogazione scritta al sindaco Juri Imeri e all’amministratore delle case comunali Dario Giovanardi, richiedendo chiarimenti sulla situazione.
“Considerando che lo stabile è occupato da tre inquilini, due dei quali anziani soli – ha scritto Tura – chiedo se non si ritengano sproporzionati i consumi di acqua e i relativi importi. Inoltre, chiedo se il Comune, in quanto proprietario, non ritenga doveroso verificare l’eventuale presenza di perdite nelle condutture idriche che possano giustificare i costi elevati attribuiti agli inquilini, già in difficoltà economica”.
Tura ha sottolineato anche altri disagi, come le interruzioni di corrente che colpiscono frequentemente gli appartamenti.
“I residenti, che sono perlopiù anziani, devono recarsi al pian terreno al buio per riattivare il contatore – ha evidenziato la capogruppo dem – Si chiede quindi se ci sia intenzione di spostare il contatore in un luogo più accessibile. Inoltre, la porta d’accesso alla scala che conduce agli appartamenti è in condizioni precarie e facilmente forzabile. Per garantire la sicurezza, si chiede se ci sia intenzione di sostituirla con una porta più sicura”.
Le risposte dell’assessore Nisoli

La risposta dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Nisoli è pervenuta il 14 maggio.
“I consumi elevati di acqua sono stati causati da micro perdite che sono state identificate e riparate – ha spiegato Nisoli – Inoltre, a marzo è stata individuata e riparata una perdita in un appartamento non occupato”.
L’assessore ha anche informato che nei giorni successivi l’impianto sarà sezionato per limitare ulteriori micro perdite e migliorare l’efficienza del sistema.
“Alcuni inquilini non rispettano le regole condominiali – ha aggiunto Nisoli – e sono stati convocati più volte presso gli uffici comunali per chiarire le norme, anche riguardo all’uso dell’acqua”.
Per quanto riguarda le altre problematiche, come il contatore e la porta d’ingresso, Nisoli ha evidenziato che la responsabilità ricade su alcuni residenti.
“Ci sono stati episodi legati al sovraccarico elettrico – ha ammesso – ma nella maggior parte dei casi il guasto è stato causato da un uso improprio di apparecchi da parte di alcuni inquilini. Lo spostamento del contatore comporterebbe una spesa significativa non giustificabile. Per la porta d’accesso, sono state effettuate riparazioni a carico dei residenti e sono state sostenute spese per manutenzione ordinaria, poiché era stato identificato l’inquilino che aveva danneggiato il portoncino”.
Spese azzerate
Recentemente, la situazione ha visto un cambiamento. L’anziana è stata convocata dall’amministratore.
“È successo qualcosa di inaspettato – ha raccontato – il bilancio consuntivo che avevo ricevuto è stato annullato e mi è stata fornita una nuova versione in cui il costo per l’acqua è di 20 euro al mese. Inoltre, mi è stato comunicato che quest’anno non dovrò pagare le spese condominiali”.
Nonostante la questione sia stata in parte risolta, la donna sta considerando se richiedere i rimborsi per gli anni precedenti, dato che sono emerse perdite che hanno gonfiato i costi e che sarebbero dovute essere riparate dal Comune.
“Con Matilde Tura stiamo valutando se procedere – ha dichiarato – È necessario capire se ne valga la pena, poiché se dovesse servire un avvocato ci sarebbero costi legali da affrontare. Sto pensando di rivolgermi al Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), visto che dispongono di avvocati disponibili”.