E’ morta a quattro anni, uccisa dalla leucemia. Oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa parrocchiale di Antegnate, si celebreranno i funerali della piccola Alexandra Strevignoli. La bimba era malata da febbraio dell’anno scorso: un lungo calvario che si è concluso nella notte tra domenica e lunedì. Oggi pomeriggio i funerali.

Diagnosticata dalla madre

A diagnosticarle per prima la malattia era stata la madre: “Alexandra stava male da giorni quando l’ho portata dal medico – ha spiegato Francesca, madre della piccola – Dopo alcuni esami è stata riscontrata un’alta concentrazione di globuli bianchi. Io, appena pochi giorni prima, avevo visto con lei il cartone “Siamo fatti così”, in cui si parlava proprio di leucemia, e ho avanzato al medico la mia idea. Purtroppo gli esami di accertamento mi hanno dato ragione”.

Due trapianti, ma un male troppo forte

Sono stati ben due gli interventi di trapianto di midollo affrontati dalla piccola guerriera di Antegnate: “Il primo trapianto sarebbe dovuto avvenire a luglio 2017, ma il donatore si è ritirato per via di un’infezione – ha raccontato sempre mamma Francesca, accompagnata nel dolore da papà Ettore – Alexandra ha così ricevuto a settembre 2017 un trapianto da una parente, seppur non compatibile al 100%. Sembrava andar tutto bene, ma dopo 90 giorni la leucemia si è ripresentata. Tra gennaio e febbraio così mia figlia ha ricevuto un altro trapianto, dal donatore che si era precedentemente ritirato. Inizialmente i medici avevano detto che la leucemia aveva resistito, ma si trattava invece di cellule mature. La malattia era scomparsa”. Ad agosto, poi, la terribile notizia: il male era tornato: “Ad agosto la malattia si è ripresentata, e questa volta non c’è stato nulla da fare – ha concluso la madre – Le han dato 15 giorni di vita, ma mia figlia era una guerriera, ha resistito fino a lunedì notte”.

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Francesca non si arrende: “Voglio aiutare”

Non è bastata la scomparsa della figlia per demoralizzare Francesca, che vuole ora rendersi utile per altre famiglie: “In ospedale la malattia si è portata via mia figlia, ma io non voglio uscire da quel mondo, che mi ha dato tanto – ha raccontato – Voglio iniziare a fare del bene, a dare un contributo come volontaria per aiutare altre famiglie in difficoltà. Alexandra non sarà dimenticata, lo dimostra la quantità di persone che hanno partecipato alla veglia funebre, persone venute addirittura da Reggio Calabria quando hanno saputo dell’accaduto”.

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