Si è spento questa notte Mario Aquilino, per tutti Max, noto imprenditore di Calvenzano. Un malore improvviso lo ha portato via. Lascia la moglie Manuela Carnevale e due  figli Giuseppe e Gianmario. I funerali saranno celebrati giovedì alle 10 a Calvenzano.

Addio Max Aquilino, imprenditore tra lusso, divertimento e solidarietà.

Una notizia che ha lasciato tutti sotto shock. Mario Aquilino, o meglio Max come amava farsi chiamare, è morto improvvisamente questa notte a causa di un malore fatale che non gli ha lasciato scampo. Nato a Gravina di Puglia 51 anni fa si era trasferito giovanissimo al nord. A soli 20 anni a Pavia aveva già avviato la sua prima impresa: quella di manager degli artisti nei locali più alla moda. Una vita fatta di lavoro, ma anche di divertimento, pensando sempre però a chi aveva più bisogno. Dopo il matrimonio con la moglie Manuela e l’avvio di una fiorente attività nel campo del benessere e, successivamente, del lusso Mario Aquilino, al vertice del successo, si è sempre prodigato per gli ultimi. Tantissime le iniziative organizzate nella Bassa e in tutta Italia per raccogliere fondi in favore delle missioni africane dell’amico Freddie del Curatolo.

Max Aquilino
Mario Aquilino

Il suo motto: “E’ un peccato lamentarsi”

“E’ un peccato lamentarsi”. Questo era il motto che Max ripeteva sempre a tutti. Sempre andare avanti, impegnarsi, affrontando le difficoltà della vita. “Perchè lamentarsi – diceva – non risolve la situazione e in più ti fa stare sempre peggio”. Grazie anche a questa filosofia Aquilino era riuscito a creare un’impresa di successo, con gli ambulatori Medicallife a Calvenzano e la linea di prodotti cosmetici associata e MaxLife, il network per imprenditori del lusso creato due anni fa.

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Max Aquilino
Mario Aquilino

Il ricordo degli amici

“Dicono che le persone di successo sono quelle che sanno creare e mantenere relazioni nel tempo – racconta un amico – è quello che Mario sapeva e amava fare. Era una persona relazionale, di quelle che si concentrano sempre sulle persone. Vulcanico, ottimista, visionario e instancabile. Ma sempre con la voglia di mettersi in discussione e di lavorare continuamente per migliorarsi”. “L’ho conosciuto 10 anni fa – racconta un’amica della moglie – da subito mi ha colpito il suo carattere gioviale ed espansivo. Aveva sempre una parola buona, una gentilezza, una frase scherzosa per tutti. Con lui era sempre un’escalation di idee, di novità, eventi. Aveva una mente vulcanica mai ferma, un innato ottimismo e una gran voglia di fare, viaggiare, conoscere quanto più possibile”.

Anche diversi politici trevigliesi hanno voluto ricordare  Max. Dall’amico Erik Molteni  fino a Valentina Tugnoli (FDI)

 

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