“Vorrei cantar quel memorando sdegno
ch’infiammò già ne’ fieri petti umani
un’infelice e vil Secchia di legno
che tolsero a i Petroni i Gemignani”.

Alessandro Tassoni – La secchia rapita 

Un incipit memorabile, quello della “Secchia rapita”. Ma se Alessandro Tassoni – l’autore del celebre poema comico secentesco che racconta la guerra tra Modena e Bologna scoppiata a causa del furto di un secchio di legno – fosse stato a fare la spesa a Canonica d’Adda, ieri, avrebbe probabilmente cambiato l’oggetto della contesa in un cartone per mozzarelle.

Lite per la scatola delle mozzarelle

A raccontare la vicenda è lo stesso protagonista: un giovane lettore che ha scritto ieri sera una lettera aperta di fuoco,  annunciando denunce nei confronti del personale di un market del paese. Ecco i fatti, secondo la versione della vittima.

Il ragazzo stava facendo la spesa, pochi minuti prima dell’orario di chiusura, quando nel banco frigo ha notato un cartone semivuoto, di quelli utilizzati per contenere i sacchetti di plastica delle mozzarelle. E in mente gli è balenata la malsana di idea di utilizzarlo per il resto della spesa, al posto dei comuni sacchetti. “Visto che dovevo prendere poche cose – racconta – ho spostato le quattro mozzarelle che conteneva nel secondo cartone, sotto il primo, che era pieno”. Così l’ha preso e se l’è infilato nel carrello, senza immaginare il “memorando sdegno” che sarebbe seguito.

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“Aggredito” dal vigilantes

La parte del bolognese, in questa strana storia, la recita l’addetto alla sicurezza, deciso a riportare l’ordine nel market: se tutti i clienti si portassero via i cartoni vuoti, pensa, sarebbe il caos e nessuno utilizzerebbe i sacchetti. Così quando si accorge del delitto, raggiunge l’intraprendente acquirente e lo affronta. Racconta il giovane: “All’improvviso da dietro mi ha spintonato e ad alta voce l’addetto mi ha detto,  davanti ad altri clienti, e con tono perentorio: ‘Questo non si prende’ “.

Scoppiò così la guerra della mozzarella. “Ma come ti permetti di mettermi le mani addosso?” tuona il giovane, infuriato. E l’addetto alla sicurezza, altrettanto sorpreso dalla reazione, passa alle velate minacce: “Passi, perché siamo qui dentro. Se fossimo fuori sarebbe diverso…”.

Subito dai carabinieri

Indignato, il modenese riconsegna la scatola ma non l’orgoglio. Chiede del direttore, che però a quell’ora non è più in negozio. Così esce e nel giro di pochi minuti è alla caserma dei carabinieri. “Sporgerò denuncia” annuncia. “Come si permettono di mettere le mani addosso e minacciare? Voglio le loro scuse”. Altrimenti sarà guerra. Guelfi e ghibellini si stanno già schierando.

Si scherza, ovviamente. Ma davvero la bagatella consumatasi ieri nel piccolo paese sull’Adda rischia di scomodare l’Arma e di finire in Tribunale. Storie minime di tempi bui, di italiani intolleranti e incattiviti.  Altro che Medioevo…

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