Tragedia ieri pomeriggio, venerdì 16 agosto 2019, a Ramponio Verna, frazione del Comune di Alta Valle Intelvi, in provincia di Como, dove un uomo è morto per la puntura di un insetto.

Muore per shock anafilattico

Come riporta GiornalediComo.it, in base a una prima ricostruzione di quanto accaduto, Angelo Bernasconi, residente a San Fedele, si trovava a casa di un conoscente quando ha alzato una tapparella ed è stato punto da un calabrone. Quindi il probabile shock anafilattico che lo ha portato alla tragica morte.

Alza la tapparella e lo punge un calabrone

L’allarme è stato lanciato intorno alle 16, quando a Ramponio Verna un uomo di 65 anni è stato punto da un insetto sulla Provinciale 13. Sul posto si è precipitata in codice rosso l’ambulanza della Cri di San Fedele Intelvi; la situazione è però apparsa estremamente critica tanto che è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.

Purtroppo nulla hanno potuto i sanitari accorsi nella piccola frazione di Alta Valle Intelvi: il 65enne è deceduto.

Diversi casi in Europa

Sempre ieri, in Spagna, un operaio della società Serpa, specializzato nella rimozione dei nidi di vespe, è stato punto a Candamo da una vespa asiatica. Il lavoratore ha subito una grave reazione allergica, quindi è stato trasferito al Central University Hospital of Asturias (HUCA) nell’elicottero dei vigili del fuoco. Il morso è avvenuto proprio mentre l’operatore insieme ai suoi compagni cercavano di distruggere un nido di questo tipo di vespe. Dopo aver subito uno shock anafilattico, i suoi compagni che erano insieme a lui hanno cercato di soccorrerlo iniettandoli una dose di adrenalina, ma viste le sue condizioni hanno chiesto aiuto trasferendolo al centro sanitario più vicino, il Grado. Lì, le sue condizioni sono peggiorate tanto da rendere necessario il suo trasferimento all’Hospital Universitario Central de Asturias (HUCA) di Oviedo a bordo dell’elicottero dove sono riusciti a stabilizzarlo.

Quegli di oggi sono gli ultimi casi di una ormai lunga serie. Il primo agosto una turista francese di 60 anni, originaria di Essonne, è morta a Grayan-et-l’Hôpital (Gironda) in Francia, dopo essere stata punta da un calabrone asiatico. A stroncarla quasi certamente è stato uno shock anafilattico che le ha causato irreversibili problemi respiratori. Anche in Italia, dopo quella di oggi, i calabroni asiatici hanno fatto delle vittime.

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Il 18 ottobre 2015, un anziano di 87 anni morì e la moglie fu ricoverata in ospedale per le punture di uno sciame di calabroni, che li aveva attaccati, mentre cercavano funghi nei boschi tra Lenta e Gattinara, in provincia di Vercelli. Si tratta molto probabilmente di calabroni giganti provenienti da Asia, Giappone e Cina che sarebbero arrivati in Europa all’interno di un container di ceramiche cinesi e si sarebbero diffusi in Francia, Portogallo, Spagna e anche in Inghilterra.

L’allerta è massima

Queste creature giganti sono simile alle comuni vespe ma misurano la grandezza di un pollice umano. La loro puntura inietta una potente sostanza che contiene ben 8 sostanze chimiche altamente tossiche per l’uomo. La Francia conta, con quella di ieri, ben sette vittime per la puntura di questi calabroni giganti ben noti come Vespa Mandarini.

Una di queste vittime è un signore di 54 anni che è stato attaccato da uno sciame di calabroni dopo averli disturbati nel loro nido, sicuramente senza volerlo. La sostanza che viene iniettata provoca uno shock anafilattico che se non è tamponato immediatamente con una iniezione di cortisone è letale. Quando la vespa mandarini punge il dolore che si prova è simile ad un chiodo rovente nella pelle, come hanno descritto alcuni malcapitati.

L’allerta in Europa è massima, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e purtroppo, dopo l’episodio di ieri in Francia, anche in Italia. Questi predatori sono terribili a tal punto da non temere l’uomo e cibano le loro larve con gli insetti comuni che uccidono senza pietà. Gli interventi per presenza di nidi di calabroni e vespe velutine da parte dei Vigili del fuoco e di squadre specializzate della Protezione civile nelle ultime settimane sono cresciuti in modo esponenziale non soltanto in campagna, ma anche all’interno di abitazioni. In caso di presenza di nidi di dimensioni significative il suggerimento è quello di dare l’allarme e non tentare di eliminarli con i metodi tradizionali.