Anni di violenze su moglie e figli, arrestato 39enne albanese. L’ipotesi accusatoria è maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati, nonché violenza sessuale aggravata. Nei prossimi giorni sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia davanti al gip.

Arrestato 39enne a Spirano

Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa a firma del gip del Tribunale di Bergamo Federica Gaudino, nei confronti di un albanese 39enne, residente a Spirano, incensurato e di professione corriere.

Dieci anni di violenze su moglie e figli

Le indagini, che hanno ricostruito un quadro familiare di abusi e violenze che si trascinavano da circa dieci anni, sono state coordinate dal sostituto procuratore Gianluigi Dettori. Botte, insulti e violenze sessuali reiterate nel tempo nei confronti della moglie, una sua connazionale. Il tutto a volte anche alla presenza dei figli o addirittura contro i figli stessi, oggi adolescenti. responsabili soltanto di aver preso a volte le difese della madre quando assistevano alle ripetute violenze compiute dal padre violento.

La pedinava e minacciava di morte

Si parla anche di pedinamenti e percosse di ogni genere, in un caso spintesi anche in un tentativo di soffocamento. La gelosia morbosa il movente dell’uomo, che aveva anche minacciato più volte la moglie di morte. Era arrivato addirittura a pedinare la moglie sul luogo di lavoro o quando lei seguiva le lezioni di scuola guida. Dopo anni e anni di terrore e violenze la donna ha finalmente denunciato il tutto ai carabinieri della Stazione di Urgnano, appoggiandosi tra l’altro anche ad un Centro Antiviolenza e ai Servizi Sociali territoriali per la necessaria assistenza.

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Indagini iniziate a giugno

Le indagini, iniziate nel giugno scorso, hanno quindi permesso di ricostruire il grave quadro indiziario di colpevolezza a carico del 39enne, che esercitava nei confronti della moglie un vero e proprio controllo ossessivo all’interno della mura domestiche e non solo. Il gip ha quindi emesso un‘ordinanza di custodia cautelare applicativa della misura massima, il carcere, nonostante appunto la sua incensuratezza, eseguita poche ore fa dai carabinieri, che hanno accompagnato in carcere a Bergamo l’albanese.

L’importanza di denunciare

Ancora una volta è fondamentale ribadire l’importanza di denunciare sempre qualsiasi episodio di violenza, soprattutto quando lo stesso deriva da dinamiche familiari o in generale da contesti relazionali. Attivare immediatamente i carabinieri e, conseguentemente, gli strumenti giudiziari a disposizione della Magistratura è un elemento imprescindibile per contrastare qualsivoglia forma criminosa potenzialmente degenerabile anche in rischiose conseguenze per l’incolumità delle vittime. Nei casi di emergenza, il numero di pronto intervento “112” rappresenta nello specifico una prima importante risposta a tale condizione di pericolo.

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