Quasi mille euro di multa, per offese, minacce e persino una vera e propria “aggressione” commessa “da più persone fuori dal campo di gioco”.  E’ costata cara alla Romano Basket la partita di  sabato della scorsa settimana, 27 aprile, valevole per il campionato provinciale Under 13. Ma la società nega ogni addebito: “Nessuno ha invaso il campo, nessuna aggressione”.

Una partita per ragazzini finisce in rissa

Doveva essere una partita tra ragazzini per ragazzini. Ma i dieci in campo avrebbero mostrato ben più maturità di genitori e sostenitori sugli spalti, almeno stando al referto arbitrale.  Il team della Bassa giocava contro la Polisportiva San Pio di Mantova, su campo mantovano. La partita, importasse qualcosa in questa vicenda, è finita 61 a 36 per la squadra di casa. Ma a far impressione sono i provvedimenti sportivi presi dal Comitato regionale lombardo, a seguito del referto  stilato dal  direttore di gara Erik Novellini.

Aggressione sugli spalti

La contestazione più grave all’indirizzo della “curva” romanese  è per una presunta aggressione avvenuta fuori dal campo da gioco (tre giornate di squalifica commutate poi in una sanzione da 825 euro). Altri 140 euro sono stati comminati per “offese collettive frequenti e minacce del pubblico agli arbitri” e “per un tentativo di aggressione, comportamento minaccioso o gravemente offensivo commesso da più persone fuori dal campo di gioco verso il pubblico avversario e verso il direttore di gara”.

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La società: “Nessuna aggressione”

Completamente diversa la versione della società Romano Basket: “Nessuna aggressione né invasione di campo – spiega il tecnico Moreno Toccanne – C’è stato, sì, qualche frase dagli spalti all’indirizzo dell’arbitro, di Mantova, che effettivamente ha ‘lasciato andare’ qualche intervento secondo noi”. Ma nient’altro. “C’è stato un confronto piuttosto acceso, tra un fotografo del posto e alcuni genitori – continua – Uno dei quali si è risentito per un diverbio avvenuto con il proprio padre, che era sugli spalti a vedere giocare il nipote. Ma per quel che ne so la cosa si è risolta tranquillamente sul piazzale antistante il palazzetto, prima che ripartissimo con il pullman. L’interessato di Mantova ha chiesto scusa al nostro nonno, e  non si è mai arrivati alle mani. D’altra parte non ci è concesso contestare alcunché di quanto stabilito, non ci resta che accettare quanto relazionato dall’arbitro, che tuttavia secondo noi ha calcato un po’ la mano contro di noi, chissà perché…”.

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