“La seconda metà del Decameron, che non sono mai riuscito a finire. Poi il Paradiso della Commedia di Dante e il Paradiso perduto, di Milton. E magari Omero, perché no?”. Rispondeva così Noè Galimberti se gli si chiedeva quali fossero i libri che si sarebbe voluto “portare nella tomba”. Ma probabilmente avrebbe voluto portarsi anche tutto il resto della sua bellissima biblioteca, al pian terreno della corte di via Verdi di proprietà della famiglia da almeno tre generazioni.

Brignano saluta Noè Galimberti

Classe 1922, brignanese da sempre,  Noè Galimberti è mancato a 96 anni martedì mattina. La camera ardente non poteva che essere lì, nel suo studio. Ha chiesto che ci fosse della musica lirica, e anche quella non poteva mancare. Così da uno stereo ai piedi della bara si diffondono le note dell’Opera. Così come l’epigrafe sulle carte funebri: una citazione di monsignor Cesare Donini, il parroco-intellettuale di Brignano morto nel 1947, che oggi dà il nome alla piazza centrale del paese. Sono quattro versi di una poesia che parla di musica, la vera grande Musa di Noè fin dagli anni della gioventù.   Finì anche in tv, come concorrente (sfortunato, ma è lo stesso una storia bellissima) del mitico Lascia o raddoppia di Mike Bongiorno. Era il 1956…

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