Oggi è stato il giorno dell’addio a Stefano Iacobone, il 31enne scomparso nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in un incidente stradale avvenuto in via Bergamo.

Stefano Iacobone

I funerali di Stefano Iacobone, nato e cresciuto nel milanese, ma da una decina di anni a Treviglio, dove lavorava nella piscina “Quadri”, si sono tenuti oggi pomeriggio nella Basilica di San Martino. Tante le persone che hanno voluto rendere l’estremo saluto al giovane e portare il loro cordoglio ai genitori Antonio e Valeria, al fratello Davide e alla fidanzata Irene. Presenti anche tanti bambini e ragazzini che lo avevano avuto come istruttore e gli amici di infanzia e di gioventù di Cornaredo, il paese dove era cresciuto (Leggi il ricordo dello zio Romeo).

“Lo sport è come la vita”

“Stefano ha amato lo sport, il nuoto. Lo ha vissuto ad alti livelli, con grandi soddisfazioni per lui e per l’Italia – ha detto nella sua omelia monsignor Norberto Donghi, ricordando Stefano Iacobone –  E lo ha anche insegnato, qui nella nostra città. Lo sport è un aiuto prezioso per crescere, per capire che le cose più importanti non sono affatto facili, ma si conquistano con il sacrificio e con l’impegno. Nello sport come nella vita siamo chiamati a porci traguardi. Si impara a vincere ma anche a perdere. E Dio solo sa quanto siano utili entrambi queste cose nella vita. Abbiamo bisogno di sportivi, ma soprattutto abbiamo bisogno di persone che educhino i nostri ragazzi a diventare uomini e donne capaci di correre per il traguardo della vita”.

“Sarai sempre in ognuno di noi”

Al termine della funzione, i ragazzini della squadra di nuoto “In Sport” che Stefano Iacobone aveva allenato nella piscina di Treviglio, hanno voluto leggere un ricordo del loro istruttore.

Ciao Signore, siamo i ragazzi del nuoto, siamo i ragazzi di Ste e oggi siamo qui per ringraziarti. Sì, vogliamo innanzitutto ringraziarti per averci donato Stefano, L’hai richiamato a te troppo presto ma sappi che in questo tempo lui ci ha insegnato tante cose. Ci ha insegnato a impegnarci sempre, a rispettare tutti, a essere felici per le vittorie nelle gare ma anche a capire e accettare le sconfitte. Ci ha insegnato a essere felici per i nostri compagni avversari anche quando perdevamo. Ci ha insegnato a divertirci, durante i nostri pic-nic prima delle gare, ci faceva giocare a calcio e pallavolo tra una gara e l’altra per alleggerire la tensione e le risate quando dopo le gare a Treviglio si faceva buttare in acqua completamente vestito insieme a Nene e Romi… tutto questo per farci capire che deve esserci sempre gioia in quello che si fa… Insomma, ci ha insegnato a essere una squadra, a essere una famiglia. Per tutto questo, Signore grazie! Ste ci mancherai tanto, ma sappiamo che adesso non ci lascerai mai soli perché sarai sempre in ognuno di noi.

“Resterai per sempre il nostro angelo”

La notte dell’incidente, Stefano Iacobone stava rientrando da Bergamo, dove da qualche mese lavorava come cameriere all’osteria “Bacco Matto”. Alle esequie era presente anche la titolare Chiara Mascher, che sul sagrato ha letto il suo saluto verso “Ste”, una persona che aveva imparato ad apprezzare in questi mesi.

Caro Stefano, sono milioni i pensieri e le emozioni che hanno riempito la mia mente e il mio cuore in questi giorni e mi sono accorta che c’è un’immagine che li rappresenta tutti: sei e resterai per sempre il nostro angelo! L’angelo della misericordia con le tue parole di comprensione e di clemenza per tutti; l’angelo della gratitudine che sa ringraziare e dare riconoscenza a chiunque gli voglia dedicare un po’ del proprio tempo o del proprio sapere; l’angelo dell’umiltà che non ostenta e non si vanta perché il suo valore è riconoscibile anche nel silenzio; l’angelo del sorriso immancabile sul tuo volto in ogni momento della giornata e dinnanzi a qualsiasi circostanza e responsabilità; l’angelo dell’amore incondizionato capace di donarsi senza pretendere nulla in cambio. Ogni giorno insieme ci hai mostrato il valore della vita e a tutti noi, da oggi in poi, resta il dovere di farci vivere in ogni nostro gesto, ricordandoci tutto quello che, con la tua delicatezza e discrezione, ci hai donato e insegnato. Caro Ste, non voglio pensare a tutto ciò che mi mancherà di te, ma voglio colmare ogni sensazione di vuoto con la pienezza dei tuoi esempi, con la profondità dei tuoi valori e lo splendore del tuo sorriso! Grazie di tutto Ste!

“Sarai sempre un vincitore”

Prima che il carro funebre trasportasse Stefano Iacobone verso il tempio crematorio, anche la famiglia, per voce di un parente, ha tracciato un ritratto del loro congiunto. Parole che hanno fatto risuonare di applausi la piazza.

Si dice ciao, non si dice addio. Ti dico ciao quando ti saluto perché so che in fondo non vai da nessuna parte. Sei qui con me, sei qui con tutti noi. Dirti ciao oggi significa solo dirti arrivederci. Non a un tempo o a un luogo lontano che sia, ma tutti i giorni e in tutti i momenti nei quali avrò bisogno di sentirti accanto. Oggi inizia un viaggio, il tuo. Ma questo viaggio, che ha come stazione di partenza questa terra, trova nel mio cuore, nel nostro cuore, il proprio punto di arrivo. Hai sempre lottato, con tutte le forze, con tutto te stesso. E hai insegnato a combattere e a vincere a chiunque incontrassi sul tuo cammino. Per questo, ci accorgiamo che non ammetteresti mai una sconfitta, la nostra sconfitta davanti alla vita, che oggi più che mai ci lancia il suo guanto di sfida, chiedendoci di lottare per te e per tutti noi. Oggi ti salutiamo, sapendo che comunque tu sei qui, nella luce del sole che ci riscalda, nelle lacrime che abbiamo versato e nei sorrisi che faremo ricordandoti come un vincente. Perché questo è quello che sarai per sempre: un vincitore. Ciao Stefano.

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