Bruciate le bandiere tricolori esposte in paese per la Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Il Comune indaga e i responsabili rischiano ora 10mila euro di multa. E’ successo a Cortenuova nei giorni scorsi.

Vandali a Cortenuova, bruciate le bandiere italiane

E’ questa la denuncia del sindaco di Cortenuova Gianmario Gatta, a qualche giorno ormai dagli atti vandalici avvenuti in paese nella notte tra il 2 e il 3 novembre. A ricostruire l’accaduto è stato proprio il primo cittadino Gatta, che ha colto l'”occasione” dell’atto vandalico per riflettere sulla libertà, rivolgendosi direttamente ai responsabili : “Chiunque siano i colpevoli riflettano sulle proprie azioni prima di porle in essere, considerato che questa opportunità ci è permessa anche grazie a chi avete indirettamente offeso con il vostro gesto”.

La lettera del sindaco  Gianmario Gatta

Scrive il primo cittadino: “L’Amministrazione comunale intende esprimere il proprio rammarico rispetto al gesto compiuto nella notte tra il 2 e il 3 novembre, su viale del Cimitero. Ignoti hanno compiuto il deplorevole gesto di appiccare fuoco ad alcune bandiere tricolore, esposte in occasione della manifestazione commemorativa a memoria dei Caduti della Prima Guerra Mondiale e a celebrazione dell’Unità nazionale”.

Non è “una bravata”

“L’Amministrazione intende manifestare il proprio sdegno per il gesto , che non deve e non può passare inosservato, essendo intrinseco di un dovere morale nei confronti di migliaia di donne e uomini che hanno dato anche la vita per garantirci la società libera e democratica (e con una bandiera) nella quale oggi viviamo, anche nella consapevolezza di compiere azioni che non avrebbero giovato a loro, ma alle future generazioni” continua Gatta. “Si parla i di rispetto di valori e tradizioni, e il gesto deplorevole che è stato compiuto non può essere considerato come una “bravata” di un gruppo di ragazzini, in quanto gli stessi e, nel caso non fossero imputabili, le loro famiglie, potrebbero essere anche perseguibili penalmente”.

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Si rischiano 10mila euro di multa

Gatta ricorda inoltre che “il gesto compiuto è previsto all’interno del nostro codice penale, il quale all’articolo 292.

“Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con una multa”, la cui misura viene aggravata (da cinquemila a diecimila euro) nel caso in cui il fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale”.

“Chiunque siano i colpevoli riflettano sulle proprie azioni prima di porle in essere – conclude Gatta – considerato che questa opportunità ci è permessa anche grazie a chi avete indirettamente offeso con il vostro gesto”.

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