E’ ben più grave di quanto era sembrato inizialmente lo sversamento di liquami avvenuto questa notte a Caravaggio e che in poche ore ha raggiunto Crema distruggendo l’ecosistema e causando la morte di tutta la fauna ittica. Un vero disastro ecologico su cui ora indagano i carabinieri.

Aggiornamento: Crema corre ai ripari ma è troppo tardi

Ci hanno messo poco ad arrivare fino a Crema i liquami sversati a Caravaggio, che si sono riversati anche nel Serio. Ieri sera il comune con l’assessore all’ambiente Matteo Gramignoli e il presidente Giovanni Mussi è intervenuto per cercare di riparare ai danni insieme alla Protezione Civile. “Siamo intervenuti a supporto di una ditta specializzata nei giardini di Porta Serio. Sono state posizionate barriere antischiuma nei corsi d’acqua – ha detto la sindaca Stefania Bonaldi-. Siamo consapevoli che si tratta di un intervento tardivo e di limitata efficacia. Lo sversamento riguarda liquami zootecnici usualmente destinati alla produzione del biogas ed è nocivo per la flora e la fauna”.

Bonaldi: “Inaccettabile che non ci abbiano avvisati”

“Verificheremo immediatamente quali sono le catene di coando e di rilancio dell’allarme in caso di danni ambientali – ha proseguito la sindaca-. E’ inaccettabile che i nostri servizi non siano stati avvisati né dall’Arpa né dalle autorità provinciali. Abbiamo dovuto attivarci in prima persona per acquisire informazioni e questo quando ormai le rogge cittadine erano invase dallo sversamento e dalla schiuma. Non abbiamo potuto mettere in atto alcun intervento preventivo e precauzionale. E’ semplicemente inaudito”.

Disastro ecologico

E’ successo ancora. A distanza di un mese circa dall’episodio avvenuto a Mozzanica e Sergnano e partito ancora una volta da Caravaggio, i liquami sono tornati a scorrere nelle rogge delicate e preziose della campagna bergamasca e cremasca. Questa volta ad accorgersene sono stati i residenti di Capralba dove la roggia, questa mattina, si presentava con una schiuma preoccupante e il forte odore nell’aria non lasciava molti dubbi.

L’allarme da Capralba

Immediatamente i residenti hanno contattato le Forze dell’ordine che si sono portate in paese per constatare quanto accaduto. Le indagini hanno individuato poco dopo l’origine dello sversamento. Si tratta dell’azienda agricola dei fratelli Parapini che si trova in località Cascina Fontanello a Caravaggio. Da lì i liquami si sarebbero poi diffusi nel reticolo idrico fino a Crema.

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Indagini in corso

liquami nel fosso

Sul posto anche la Polizia locale di Caravaggio e i tecnici dell’Arpa. I titolari si erano resi conto di quanto accaduto prima dell’alba, quando erano arrivati in cascina per iniziare la loro giornata. Subito si sono prodigati, con l’apertura del pozzo 13 per contenere i danni, ma il problema era già esteso. Per tutta la mattina e il primo pomeriggio le operazioni di pompaggio dell’acqua e drenaggio della superficie sono continuate, ma l’ecosistema era già compromesso.

Si pensa a una manomissione

Le indagini per capire cosa sia successo sono ancora in corso, ma pare ormai confermato che si sia trattato di una manomissione. Un atto vandalico, un sabotaggio o un’intimidazione? Tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti. I titolari, dal canto loro, hanno sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Caravaggio. Due episodi simili nel giro di così poco tempo, infatti, lasciano pensare a un disegno più complesso e che inizia a preoccupare.

Danno enorme per l’ecosistema

“Attendiamo gli sviluppi delle indagini per capire cosa sia accaduto – ha commentato il sindaco Claudio Bolandrini che nella giornata è rimasto sempre in contatto insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Pierluigi Lanzeni con il luogo dello sversamento – In entrambi i casi si tratta di aziende che hanno sempre avuto un comportamento corretto. Per questo si pensa a un intervento esterno: se si tratta di un atto vandalico vorrei che gli autori capissero quale danno enorme hanno causato alle nostre campagne”.

Ecosistema distrutto

L’ecosistema delle campagne è stato distrutto. L’intera fauna ittica è morta in seguito allo sversamento, ma il rischio, finché non verranno concluse le operazioni di recupero delle carcasse, è che anche altri animali cibandosene possano  esserne danneggiati. Pesci e gamberi di fosso sono stati decimati, ma il conto è salato anche per la flora. Questo secondo episodio si è rilevato più esteso e impattante rispetto a quello che ha interessato Mozzanica e si spera sia l’ultimo di questa preoccupante serie.