Chiuse le indagini sul disastro ferroviario di Pioltello: in 12 a processo tra cui Rfi (Rete ferroviaria italiana). Il treno Regionale 10452 partito da Cremona e diretto a Milano uscì dai binari poco dopo aver lasciato la stazione di Pioltello.

Disastro ferroviario a Pioltello

Secondo i magistrati sarebbe stato un cocktail di imprudenza, negligenza e violazione delle norme la causa del deragliamento del treno a Pioltello del 25 gennaio 2018, una tragedia nella quale persero la vita tre persone e ne restarono ferite altre cinquanta.

E che si sarebbe potuta evitare adottando corrette misure a protezione dei viaggiatori e dei lavoratori di Trenord. Così nel dispositivo di chiusura indagini. Rfi è iscritta fra gli indagati per la responsabilità amministrativa insieme a 9 manager indagati a vario titolo per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

Chiuse le indagini, si va a processo

Stralciata invece la posizione di Trenord e di due suoi dirigenti per i quali i pm hanno chiesto l’archiviazione, mentre all’elenco degli indagati si aggiunge Amedeo Gargiulo all’epoca direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.

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Una tragedia che si poteva evitare

Il punto è che operai avevano segnalato già nell’estate 2017 la presenza di un giunto ballerino che sbatteva sulla massicciata, ma Rfi aveva programmato la sostituzione del pezzo solo per aprile 2018… troppo tardi, la tragedia è arrivata prima. Tra l’altro, in attesa dell’intervento sul tratto di binario, Rfi non aveva neppure predisposto controlli che avrebbero potuto individuare il rischio di rottura, né aveva rallentato la velocità di percorrenza dei treni.

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